Introduzione al Ciclo di Affreschi di palazzo Schifanoia – 4

Introduzione al Ciclo di Affreschi di palazzo Schifanoia – 3
15 Maggio 2020

Introduzione al Ciclo di Affreschi di palazzo Schifanoia – 4

di Paolo Bendedei

Parte quarta

Introduzione

In questo capitolo entriamo nel cuore del ciclo di affreschi di palazzo Schifanoia; trattiamo un argomento ai limiti estremi dei confini storici, seguendo una narrazione articolata in un insolito percorso olistico-metafisico-metastorico, composto da una serie di fotogrammi disposti in successione cronologico-simbolica.

Vedremo come alcuni particolari di questo racconto furono modificati, per cancellare alla vista del visitatore del Salone dei Mesi, una realtà storica scomoda, direi compromettente; non è azzardato ipotizzare un collegamento tra la realizzazione di questi fotogrammi proibiti ed il decesso, forzato, di Borso d’Este e quindi, a partire dal 21 agosto 1471, giorno successivo alla morte di Borso, si intervenne immediatamente su alcuni affreschi di palazzo Schifanoia, la cui realizzazione era conclusa da pochi mesi, per apportare le immediate ed “appropriate” modifiche.

In sintesi, questo eccezionale documento artistico-narrativo interpreta, utilizzando una successione iconografica, una storia nata presso una civiltà evoluta del nord Italia che, per fronteggiare una situazione sociale critica, invia, in missione marziale, una squadra composta da quattro donne presso una civiltà non terrestre; questa missione darà vita ad un’operazione marziale composta esclusivamente da donne giganti, qui denominate Argonaute Ferraresi, che avrà l’incarico di fornire aiuto e supporto militare-strategico alla civiltà umana terrestre, in vista di un imminente sconvolgimento sociale, previsto di lunga estensione nel tempo, come di fatto è avvenuto.

Nel contesto specifico di palazzo Schifanoia, il racconto metastorico tratta di una particolare Argonauta, in veste di rappresentante e sintesi del gruppo marziale composto da 88 elementi; Hannè, a cui sarà dedicata, in seguito alla sua morte per omicidio, nel corso del secolo XII, la Cattedrale Templare di Ferrara, voluta da Adelardo V degli Adelardi.

Hannè ebbe l’incarico di fondare e amministrare una avanzata istituzione dedita alla formazione superiore di giovani studenti, provenienti da ogni punto del nostro pianeta; studenti istruiti presso la scuola-università ferrarese anche per la selezione ed il reclutamento, a supporto, delle Argonaute operative in varie basi sotterranee.

La storia in fotogrammi

In estrema sintesi, tutto ebbe inizio con l’ingresso, nel nostro antico sistema planetario, dei quattro grandi pianeti Giove, Saturno, Urano e Nettuno, in un’epoca verosimilmente approssimata al 3800 a.C.; il motivo di questa intrusione è intuibile, in quanto i tre pianeti gemelli Terra, Venere e Tiamat rappresentavano un baluardo tecnologico-marziale di grande potere. (27)

Tiamat fu il pianeta che, per primo, cadde sotto i ripetuti e devastanti attacchi militari originati da Giove; una parte degli antichi abitanti del pianeta riuscirono a fuggire, utilizzando un’astronave, raggiungendo il pianeta Terra – la sorte del pianeta Tiamat la conosciamo (ora fascia degli asteroidi).

Venere fu il secondo pianeta a subire le aggressioni marziali, ma la civiltà molto progredita di questo pianeta, nostro gemello, attuò una strategia tale da rendere il pianeta stesso non utilizzabile per le attività militari previste dall’avversario, in caso di conquista.

Molti abitanti di Venere, come avvenne per Tiamat, si trasferirono sul nostro pianeta prima della catastrofe.

Giunti a questo punto, con due pianeti su tre fuori dai giochi marziali dei conquistatori, le attenzioni militari si concentrarono sul terzo pianeta, la Terra e, a questo punto, dalla Terra, partono le mosse strategiche che porteranno alla definizione dell’attuale schema planetario, con i quattro grandi pianeti bloccati e incarcerati, in una condizione di impossibilità di movimento in libertà. (28)

In questa fase, in un piccolo pianeta del nostro sistema solare, ora non osservabile dalla Terra a causa della Luna luminosa (Luna che noi chiamiamo Sole e che perpetua una eclissi costante, nascondendo ai nostri occhi le due stelle Sirio poste al centro del sistema planetario), ha inizio un programma che porterà alla creazione di una squadra marziale composta da 88 donne, create appositamente per assolvere al “progetto Terra”.

Il ciclo di affreschi, presente nel Salone dei Mesi di palazzo Schifanoia, descrive, tra altre storie, questo programma.

In questa interpretazione stilistica degli affreschi consideriamo il valore alchemico delle immagini, in particolare dei decani, da una prospettiva analitica, estetico-razionale, svincolata dalle varie traduzioni astrologiche ed esoteriche; questo è possibile in quanto ogni immagine presente nel Salone dei Mesi è portatrice di più messaggi, se inseriti in vari contesti di lettura.

Il percorso di lettura segue la direzione da destra verso sinistra.

Fotogramma nr.1 – Secondo decano Cancro, inizia il programma

Il decano centrale del Cancro è rappresentato da due donne; qui inizia il percorso narrativo e la donna con diadema e bastone, seduta su un bianco cuscino, comunica alla donna, alla sua destra, il Programma Argonaute, ovvero la creazione di una squadra di donne guerriere da inviare, in missione permanente, sul pianeta Terra.

Creazione di donne guerriere e non addestramento di donne esistenti, per meglio capire il valore di “creazione”; quindi un atto specifico, integralmente dedicato a questo progetto.

Secondo Decano del Cancro

Fotogramma nr.2 – Secondo decano Vergine, Anima

Qui è il segno zodiacale a rappresentare il messaggio iconografico: la Vergine è Anima della futura guerriera, con veste irradiante luce lunare.

Questa Anima è appositamente creata per il Programma Argonaute; qui Anima è priva di esperienze vissute, priva quindi di un passato vissuto in prima persona.

Le nostre indagini presso i Registri Akashici hanno confermato ciò che era un’idea delineata chiaramente in definizione del percorso metafisico qui esposto: è estremamente inconsueta la creazione di Anime in grado di gestire, in maniera specifica, determinati ruoli, eppure questo è possibile; vediamo ora come si svolge l’addestramento di Anima Virgo Marziale, entrando in una sottile dimensione di realismo figurativo, simbolico.

E’ possibile affermare questo: in questa straordinaria sequenza, propria dell’antico Culto delle Anime, entriamo in una dimensione esoterica sconosciuta; con ogni probabilità, questo settore del Ciclo di Affreschi ebbe conseguenze estreme per la vita del Duca Borso d’Este; non per la descrizione del percorso seguito da Anima, quanto per la rappresentazione esplicita dei Cinocefali femmina, a quanto pare decisamente sgradita a chi conosceva la Reale Storia di Ferrara e del territorio circostante.

Segno Zodiacale della Vergine

Fotogramma nr.3 – Secondo decano Bilancia, la femmina cinocefalo

Questo decano, unitamente alla bilancia, rappresenta il concetto portante del Programma Argonaute: Forza e Giustizia, oltre a “pesatura alchemica degli ingredienti”, qui da intendere come Calibratura dell’Anima in quanto, in questo settore del percorso, siamo ancora nella fase in cui Anima non è nel corpo e richiede addestramento marziale.

Per questo decano, come per le forgiatrici dipinte nella fascia superiore, abbiamo riscontrato incongruenze stilistiche e narrative, che alterano e disorientano la lettura dei nostri fotogrammi; in sintesi il secondo decano della costellazione bilancia, come le quattro forgiatrici, non è uomo ma donna, inoltre, per una serie di motivi legati alla natura della Regìa ed alla definizione del Programma Argonaute, intuizioni confermate dalla scansione dei Registri Akashici, siamo in grado di affermare questo: il capo del secondo decano della bilancia, come pure il capo delle donne forgiatrici nella fascia superiore del mese Settembre, opera di Ercole de’ Roberti, hanno subìto modifiche, intese a cancellare ed a stravolgere il valore storico e culturale del soggetto rappresentato.

Questi interventi pittorici ebbero la funzione di cancellare la natura di alcuni personaggi, esattamente come avvenne in molte chiese in cui anticamente era legittimo e consueto dipingere il vero volto, ad esempio, di San Cristoforo.

Secondo Decano Bilancia e Segno Zodiacale della Bilancia

Di quale volto si tratta? Trattiamo di esseri cinocefali, quindi con testa di cane, o sciacallo, o lupo.

Le motivazioni di questo intervento sono facilmente intuibili, dato che, in particolare nella cultura ordinaria, tutto ciò che è “alieno” deve essere nascosto alla vista, negato, eliminato.

Ora, per correttezza di indagini e nei confronti del lettore, sarebbe opportuno descrivere dettagliatamente il valore intrinseco e storico delle civiltà degli esseri cinocefali; in questa trattazione e per ovvi motivi di spazio limiteremo il nostro intervento ad un elenco, breve, di testi e di studi reperibili in merito a questo argomento indubbiamente di enorme importanza per noi umani. (29)

Ricostruzione by Angela B – Paolo B – Secondo Decano Bilancia

Fotogramma nr.4 – Primo decano Bilancia, l’ingresso nel Regno di Sokar

Il primo decano Bilancia annuncia, con una tromba dritta, o cennamella, l’ingresso di Anima presso il Regno di Sokar (vedi parte seconda): indossa una veste il cui colore, brillante di luce lunare, è simile alla veste indossata da Vergine, quindi potrebbe trattarsi di un’Anima.

Calzamaglia bianco-argenteo, ad evidenziare la natura “lunare”

Primo Decano Bilancia

Gli antichi sacerdoti egizi descrivono il deserto di Sokar, o Regno di Sokar, come un luogo popolato di mostri, pericolosi ed aggressivi (30); Anima entra in questo luogo per seguire un addestramento ed è possibile, anche in questo contesto, adottare la corrispondenza semestrale Bilancia-Ariete, come abbiamo evidenziato in “Assioma semestrale o dei Decani contrapposti” (parte seconda), ed ecco una possibile spiegazione di quali prove ed ostacoli attendono Anima nel Regno di Sokar, e delle difficoltà che deve affrontare nel percorso marziale, evidenziate dalle vesti del primo decano di Ariete.

Chiaramente il primo decano di Ariete rientra anche in altri contesti narrativi, ma qui (i decani di Ariete, ed in particolare la fascia superiore, sono inseribili a pieno titolo nella narrazione del Programma Argonaute) l’aspetto esteriore lascia trasparire una condizione di post combattimento che è consuetudine nelle pratiche di addestramento marziale estremo.

Primo decano di Ariete: abito bianco, come il segno della Vergine, a conferma che il colore degli abiti è rappresentativo e simbolico.

Primo Decano Ariete

 

Dettaglio fascia superiore Mese di Settembre

Fotogramma nr.5 – Settembre, fascia superiore, il concepimento

Fascia superiore Mese di Settembre

Il percorso di Anima, al rientro dal tortuoso Regno di Sokar e quindi dal percorso formativo, ora consente l’ingresso nel Regno fisico; il concepimento è rappresentato a destra, nella fascia superiore del mese Settembre: i due gruppi di bambini posti nella parte alta di questa fascia – l’anello in cielo, simbolo di unione e la particolare presenza, a lato dell’anello, di una geometrica e improbabile nuvola – il presunto dio Vulcano, più verosimilmente una Dea, che indica con la mano destra il proprio ventre – le bertucce sul carro e i babbuini al traino del carro, che rimandano, con il collegamento semestrale, alla fascia superiore del segno Ariete, ed ai bambini che adornano il carro, quindi espliciti riferimenti al futuro nascituro (la mano destra che indica il ventre), ancora in fase di sviluppo embrionale (scimmiette) e al futuro epilogo (bambini nel carro di Ariete).

Dettaglio carro mese di Marzo

Fotogramma nr.6 – Settembre, fascia superiore, la forgiatura della personalità

Le quattro forgiatrici: l’arte del fabbricare, in questo contesto la “fabbricazione” è intesa connessa al futuro nascituro, quindi la forgiatura è connessa alla personalità del futuro guerriero, alla plasmazione e definizione del rapporto Anima-Ego. Queste quattro abili donne, durante lo sviluppo delle ricerche, hanno suscitato i nostri sospetti e attivato le nostre ricerche sulle loro identità, da molti anni; come il secondo decano di Bilancia, collegato alla funzione tipica della bilancia, simbolo di giustizia ma connesso anche alla funzione post morte, quindi psicostasia, attività attribuita fin dall’antichità a Dei Cinocefali.

Dettaglio fascia superiore Mese di Settembre

Le indagini Olistiche presso i Registri Akashici confermarono i nostri sospetti, ovvero gli Dei Egizi Anubi, Upuat e Khentamentyu, cinocefali, erano-sono femmine: un ulteriore elemento iconografico, aggiunto alla fascia superiore di Settembre, è lo scudo appeso, presso l’officina delle forgiatrici, che ritrae la lupa che allatta i gemelli Romolo e Remo.

La storia romana dei gemelli allevati da una lupa, a Schifanoia, è un elemento evidentemente aggiunto in contemporanea alla modifica apportata ai volti delle forgiatrici e del secondo decano Bilancia, in quanto suggerisce, in una sorta di indovinello storico, la vera natura di queste forgiatrici; la vera e originale storia dei gemelli allevati da una lupa è uno dei capitoli più coinvolgenti e interessanti delle nostre ricerche e conduce verso l’antico Lazio, ovvero il territorio ferrarese, in cui si svolse la storia vera dei due gemelli maschio e femmina, allevati da una femmina cinocefala.

Questo è il motivo per cui abbiamo lo scudo in questione: Lupa di Roma, qui a Schifanoia, equivale a femmina cinocefalo Laziale-Ferrarese.

Le quattro forgiatrici

Fotogramma nr.7 – Secondo decano Scorpione, la nuova guerriera

Il secondo decano Scorpione rappresenta la “nuova” donna, la giovane Argonauta, in relazione semestrale al secondo decano Toro , il portatore della grande chiave, con gli occhi che osservano il titano Ecate, simbolicamente rappresentata dal terzo decano del Toro, come abbiamo descritto nella parte seconda.

La chiave apre e chiude le serrature: questo è il ruolo specifico per le nostre Argonaute e il titano Ecate necessita di questa chiave.

La posizione simile del corpo, di entrambi i decani, è evidentemente speculare

Secondo decano Scorpione (M. Bonora)

Secondo decano Toro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fotogramma nr.8 – Terzo decano Capricorno, istruzione

Donna con in mano un libro, con un piede tiene la coda di una volpe: istruzione e astuzia, riferito all’addestramento impartito alle nostre Argonaute

Terzo decano Capricorno (M. Bonora)

Fotogramma nr.9 – Secondo decano Capricorno, i saluti e la separazione

Questo decano rappresenta due giovani donne intente a separarsi: qui termina il percorso di addestramento per le Argonaute, con abito rosso, e qui Bonora ha colto in segno lo stato d’animo delle due donne, che esprime tristezza.

La corrispondenza semestrale Cancro – Capricorno esalta la scelta operata dalla regìa del ciclo di affreschi, in riferimento alla genesi del Programma attuato nel pianeta di origine delle Argonaute: nel secondo decano del Cancro inizia il Programma Argonaute e nel secondo decano di Capricorno si conclude.

Veste di colore rosso per chi si appresta al viaggio verso il pianeta Terra.

Secondo decano Capricorno (M. Bonora)

Fotogramma nr.10 – Dicembre, fascia superiore, il mezzo di trasporto

La fascia superiore del mese Dicembre risulta fortemente danneggiata: questa condizione pregiudica la corretta lettura e interpretazione del dipinto. In queste condizioni, quasi integralmente compromesse, si nota la singolare forma del carro condotto dalla Dea Vesta; questo carro presenta la singolarità, nel contesto dei carri visibili nel Salone dei Mesi, della forma geometrica differente dai sette carri presenti da Marzo a Settembre.

Non si tratta di coincidenza, in quanto siamo ben consapevoli che, individuata la giusta chiave di lettura, si manifestano dettagli interconnessi agli elementi (fotogrammi) che raffigurano la struttura del racconto metastorico; il secondo decano Capricorno esprime le fasi precedenti alla partenza delle Argonaute dal pianeta di origine ed ora il carro di Vesta, posto sopra il secondo decano Capricorno, è associabile al mezzo di trasporto utilizzato dalle Argonaute per il viaggio verso il pianeta Terra, quindi una astronave poligonale, la cui forma l’abbiamo incontrata recentemente durante lo sviluppo delle ricerche urbanistiche presso l’attuale centro storico di Bologna, oltre ad un singolare adattamento del profilo planimetrico dell’astronave all’architettura della Cattedrale Templare Ferrarese di Adelardo V degli Adelardi. Le ricerche in atto sono in evoluzione.

Fascia superiore Dicembre, carro con Dea Vesta

Fotogramma nr.11 – Secondo decano Pesci, il viaggio verso la Terra

Questo fotogramma è estremamente interessante in quanto fornisce dettagli tecnici dell’astronave; il secondo decano di febbraio rappresenta la nostra Argonauta a bordo della nave (astronave) Argo (31), mentre il segno zodiacale Pesci è rappresentato in un aspetto inconsueto, essendo i due pesci raffigurati contrapposti e speculari, sul medesimo asse orizzontale.

Maurizio Bonora, nel suo “Diario di lavoro”, pag.51, (32), sostiene la tesi di questa disposizione orizzontale dei due pesci, anziché sovrapposti, per lasciare massimo spazio verticale alla raffigurazione della nave, ingombrante, Argo.

Le nostre ricerche suggeriscono due tesi ulteriori:

la nostra prima tesi interpreta i due pesci contrapposti sostituibili dalla rappresentazione tipica di due delfini speculari, a loro volta espressione esoterica e fonetica, secondo antiche lingue, dell’utero.

Secondo decano Pesci (M. Bonora)

Perchè dunque associare utero e nave Argo?

Il motivo di questa associazione è conseguenza di una specifica necessità degli esseri viventi durante i viaggi interplanetari, se condotti con l’ausilio di una macchina volante: l’astronave utilizzata deve essere provvista di tecnologie di captazione dell’energia orgonica, associata alle frequenze tipiche del pianeta da cui provengono i viaggiatori provvisti di Anima – questo per riprodurre le condizioni energetiche idonee al sostentamento dell’organismo, quindi una macchina volante, idonea al trasporto di esseri viventi nello spazio extraplanetario, deve possedere queste caratteristiche.

Dettaglio bassorilievo presso navata centrale Tempio di San Cristoforo (Fe)

Il segno zodiacale dei Pesci è in corrispondenza semestrale con la Vergine: questa corrispondenza metafisica pone Utero-delfini-pesci in stretta analogia con Anima-Vergine, e questo non è casuale.

Mantenendo questa corrispondenza semestrale Pesci-Vergine, notiamo l’associazione secondo decano Pesci, quindi navigazione, con il secondo decano Vergine, uomo che porta uno strumento idoneo al calcolo matematico (33); questa associazione calcolo matematico con navigazione interplanetaria è sufficiente per dimostrare la fondatezza del concetto “associazione semestrale” presente negli affreschi di Schifanoia.

Secondo decano segno Vergine

La nostra seconda tesi pone in evidenza la simmetria speculare dei due pesci e, sempre utilizzando la corrispondenza semestrale, interveniamo graficamente sul segno zodiacale Vergine e applichiamo anche ad essa la simmetria speculare su asse verticale, posto all’estremità dell’abito indossato da Vergine.

Segno Vergine specchiato orizzontalmente

Il terzo decano dei Pesci, ricostruito da M.Bonora, è l’appeso dei Tarocchi, capovolto, quindi rappresenta l’operazione successiva da applicare alle due Vergini speculari, ulteriore immagine speculare rispetto l’asse orizzontale.

Terzo decano Pesci (M. Bonora)

Consideriamo l’area compresa fra le quattro figure speculari del segno zodiacale Vergine: eliminiamo il polso e la mano prossimi al sole, oltre ai due veli che scendono dal collo e dalla spalla di Vergine, otteniamo questa immagine:

Questo profilo è la sezione dell’astronave utilizzata per il trasporto delle Argonaute sul nostro pianeta. La dimensione massima reale di questa astronave, misurata fra gli estremi del disco toroidale, è 1,76 km.

Tratteremo questo argomento a breve, nella quinta parte.

Fotogramma nr.12 – Terzo decano Ariete, Argonaute su pianeta Terra

Il terzo decano di Ariete si presenta come un giovane di aspetto raffinato ed elegante, con la mano sinistra regge un grande anello e con la mano destra una freccia, possibile interpretazione di un terrestre che accoglie le Argonaute e le integra nel contesto sociale umano.

Calzamaglia rossa, in quanto indossata da un personaggio terrestre, o residente su pianeta Terra

Terzo decano Ariete

Fotogramma nr.13 – Secondo decano Ariete

Il secondo decano di Ariete rappresenta l’Argonauta sul nostro pianeta ed è semestralmente corrispondente al secondo decano di Bilancia, per cui ora è possibile fornire questa interpretazione: gruppo Argonaute composto da due squadre di umane e cinocefali, entrambe di sesso femminile.

Secondo decano Ariete

Molto interessante il colore del mantello del secondo decano di Bilancia: interno colore rosso terrestre, esterno colore bianco venusiano, è interpretabile come attuale residenza terrestre, per i Cinocefali, ma provenienza da pianeta Venere.

Ricostruzione by Angela B – Paolo B – Secondo Decano Bilancia

Fotogramma nr.14 – Marzo, fascia superiore, lato destro, sopra il terzo decano, la matrice karmica

Le tessitrici, ovvero le Creatrici della Matrice karmica.

Questo settore degli affreschi fornisce indicazione del luogo di atterraggio dell’astronave che ha trasportato le Argonaute, oltre al luogo di origine della squadra terrestre coordinatrice; inoltre le tessitrici della Matrice Karmica ora hanno in gestione le Anime di queste nuove arrivate.

Dettaglio fascia superiore Marzo

Fotogramma nr.15 – Marzo, fascia superiore, il carro trainato da due unicorni, Lo Stige

Qui abbiamo un dettaglio essenziale, ovvero il corso d’acqua di livello basso su cui si muovono gli unicorni e il carro; gli zoccoli dei due unicorni sono immuni alla tossicità del fiume Stige, ovvero il fiume sotterraneo presso il quale è necessario pronunciare il giuramento di fedeltà (34); questo significa che le Argonaute sono tenute a mantenere viva la tradizione terrestre, valida per chi intraprende un percorso di vita impegnativo e ad alto rischio marziale.

Dettaglio carro mese di Marzo sul fiume Stige

Fotogramma nr.16 – Primo decano Toro, la statura fisica delle Argonaute

L’Argonauta Hannè è di fronte ad un piccolo uomo, interpretabile come suo studente, quindi giovane ma fisicamete formato: il significato eclatante di questo decano riguarda il confronto delle altezze fisiche di Hannè, e quindi delle Argonaute, con noi umani – in maniera approssimata calcoliamo una altezza per Hannè pari a 3,2 – 3,4 metri.

Entrambi, Hannè e umano, in abito rosso terrestre.

Primo decano Toro

Fotogramma nr.17 – Aprile, fascia superiore

Fascia superiore di Aprile: studenti presso la scuola diretta da Hannè, quindi siamo in territorio ferrarese – il carro di Venere, trainato da due cigni, è presso l’estremità di un grande specchio d’acqua, con rilievi montuosi all’orizzonte – la roccia disposta tra Venere e le tre Grazie rappresenta la nave Argo.

Le tre Grazie sono espressione dei tre pianeti gemelli Terra, Venere, Tiamat, a cui sono associati i tre colori rosso per Terra, bianco per Venere, verde per Tiamat (35). Tiamat volta le spalle, Venere è a destra di chi osserva il dipinto, Terra a sinistra: le due ragazze in abito verde, in basso a destra, sono raffigurate in ginocchio, a dimostrazione dell’imminente futuro che dovrà affrontare il pianeta Tiamat.

Fascia superiore mese di Aprile

A sinistra dell’affresco, un ragazzo vestito di abito verde scuro (esule di Tiamat), abbraccia e bacia una ragazza con abito rosso (Terra che lo ospita), e a destra dell’affresco, nel gruppo comprendente le due ragazze in abito verde e azzurro, in ginocchio, due ragazze con abito bianco, come l’abito di Venere sul carro, rivolgono la propria attenzione al mese di Marzo, quindi al gruppo di intellettuali, reduci della Civiltà Atlantidea, originaria del pianeta Venere.

Il grande specchio d’acqua, essendo in territorio Laziale-Ferrarese, è associabile alle attuali Valli di Comacchio, peraltro in corrispondenza della Sede sub-terrestre del titano Ecate, autrice e coordinatrice del Programma Argonaute.

Note:

(27) Ricercare i motivi per cui i quattro grandi pianeti scelsero questo angolo di Galassia per scatenare la loro forza oscura è indubbiamente essenziale per comprendere la società umana odierna.

C’è sempre un lato oscuro in tutto ciò che è complesso e, per chi ha scelto la strada della Ricerca e della Sperimentazione ad alto livello, questo Lato Oscuro diviene una Realtà da non trascurare e con cui confrontarsi.

In determinate tipologie di Ricerche è fondamentale sperimentare ciò che si è ottenuto, sottoponendo a test, anche di estrema criticità, quanto ottenuto a Ricerche ultimate; ciò che noi umani stiamo vivendo in questo pianeta, sottoposti ad estenuanti prove, in particolare negli ultimi 110 anni, affonda le radici in motivazioni che potrebbero apparire assurde e prive di aderenza alla Realtà, ma non è così. E’ vero che siamo “dentro” un esperimento perverso, ma è pur vero che, dentro questo esperimento, esistono alcune sottili vie di fuga.

(28) L’attuale conformazione del nostro superaffollato sistema planetario, è la conseguenza di una azione radionica, esercitata sui vari pianeti, operata da una complessa struttura artificiale, inattaccabile da azioni esterne di natura psicotronica; in altre parole, un meccanismo immerso in un liquido radioattivo, mantiene in “posizione” i pianeti del nostro sistema planetario.

(29)

  1. Atti dell’Accademia “San Marco” di Pordenone 19, 2017 – Alberto De Antoni, Sotto il segno del Lupo e del Cane – Cinocefali Longobardi e Onomastica Teriomorfica Germanica – pagg.213-274

  2. Christian Sighinolfi, I guerrieri-lupo nell’Europa arcaica – Edizioni Il Cerchio, 2011

  3. http://www.sentiericona.it/public/icone/?p=12362

  4. https://psicologiaalchemica.wordpress.com/il-mito/san-cristoforo-il-cinocefalo/

  5. https://cortedeimostri.wordpress.com/2015/05/06/san-cristoforo/

  6. https://www.fondazioneterradotranto.it/tag/mercurio-cinocefalo-e-arpocrate/

  7. http://ilcrepuscolo.altervista.org/php5/index.php?title=Cinocefali&diff=63630&oldid=63629

  8. https://mysteria.netsons.org/anubi-il-protettore-delle-necropoli-e-del-mondo-dei-morti/

(30) Vedere Parte seconda “Il Sole Nero in Schifanoia”, … DaIl libro egizio degli inferiTesto iniziatico del sole notturno, scritto da Boris de Rachewiltz, edizioni della Terra di Mezzo, 2009, pag.11: IlLibro degli Inferi, letteralmenteIl libro di ciò che è nel Duat, descrive, nel suo aspetto formale, il viaggio che il sole notturno compie nelle regioni infere, navigando per dodici ore attraverso una landa terrificante, popolata da Entità mostruose, piena di pericoli, ma dalla quale esce vittorioso al mattino …

Qui il riferimento è al percorso notturno del Sole Nero nel deserto di Sokar, ma non dimentichiamo che quanto riportato nel testo egizio “Il libro di ciò che è nel Duat” o Libro degli inferi, appartiene alla sfera di influenza degli antichi testi operata dai Sacerdoti Egizi, pertanto, trattando di percorso formativo di Anime pre incarnazione, entriamo in una dimensione che non ha nulla in comune con Entità mostruose e lande terrificanti.

(31) Maurizio Bonora, Lo Zodiaco del Principe – I decani di Schifanoia – Maurizio Tosi Editore 1992

pag.51: … La lettura di Albumasar, che offre un ventaglio di possibilità piuttosto differenziate con la descrizione della sua donna che naviga sospinta dal vento, mi ha indotto a considerare l’ipotesi che non si trattasse di una semplice barca come quella dipinta nel terzo decano del segno del Cancro, ma di un vero e proprio veliero. Il ritrovamento di tanti piccoli frammenti ancora ricchi della chiarezza del particolare mi ha consentito di confermare l’intuizione, e di individuare anche la precisa imbarcazione utilizzata originariamente come modello, cioè la classica caravella più volte documentata nella pittura del rinascimento ferrarese.

(32) Maurizio Bonora, op. cit., pag.51: … I pesci di Schifanoia divergono dalla tradizione che generalmente li prevede contrapposti, testa contro coda, e comunicanti per la bocca mediante un nastro o un flusso acqueo.

Con tutta probabilità la variante è stata determinata dalla necessità di dilatare orizzontalmente l’immagine tanto da poterla distribuire oltre la riga della tripartizione allo scopo di sottolineare il dominio su tutto il mese.

Lo stesso, abbiamo osservato, è accaduto alla Vergine in cui ancora le esigenze spaziali hanno modificato le impostazioni tradizionali.

(33) Vedi la descrizione del secondo decano Vergine secondo le sfere astrologiche:

  • Marco Bertozzi, La tirannia degli astri, Gli affreschi astrologici di Palazzo Schifanoia – Ed. Sillabe 1999

  • Nicola Iannelli, Simboli e Costellazioni. Il mistero di palazzo Schifanoia, Angelo Pontecorboli Editore 2012

(34) Cristiano Castelletti, Porfirio Sullo Stige – Bompiani, Testi a Fronte, 2006

pag.63: “Le proprietà attribuite all’acqua dello Stige”

(35) L’associazione dei tre pianeti gemelli con i tre colori, che poi diverranno i colori della bandiera italiana, sono da ricercare in una struttura architettonica sotterranea ferrarese; di questa associazione e di tutto ciò che implica, verrà dedicata una Ricerca estesa, che esula ampiamente dalla civiltà umana.