Introduzione al Ciclo di Affreschi di palazzo Schifanoia – 3

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Introduzione al Ciclo di Affreschi di palazzo Schifanoia – 3

di Paolo Bendedei

Parte terza

Introduzione

Trattando le singolari caratteristiche della parete sud del Salone dei Mesi, abbiamo constatato che il punto centrale di questa parete è occupato dalla sagoma di un camino (vedi immagine seguente); inoltre, su questa parete, riscontriamo la presenza di quattro finestre, inserite decentrate in altrettante rientranze, di forma rettangolare, rispetto al muro affrescato: questa parete, corrispondente alla parte superiore della facciata del palazzo, vede la presenza del portale marmoreo su via Scandiana, posizionato esattamente al centro della parete sud del Salone dei Mesi.

Abbiamo compreso il valore metafisico e metastorico-allegorico del dipinto padovano eseguito da Giusto de’ Menabuoi all’interno del battistero, in connessione con il centro della parete sud ed abbiamo compreso il significato della simbologia dei due Capri, presenti a Schifanoia nei mesi di Marzo e Dicembre, con la figura del semidio Pan.

Ulteriore elemento metafisico, di assoluta importanza in questa trattazione allegorico-esoterica, la presenza della Dea Ecate in relazione al percorso del Sole Nero-Luna Nera, in ingresso al Regno della Dea Sokar ed anche in relazione alla presenza invasiva dei quattro grandi pianeti del sistema solare, ovvero Giove, Saturno, Urano e Nettuno; ora procediamo nella ricostruzione della Vera antica facciata di Palazzo Schifanoia, in corrispondenza del Salone dei Mesi.

Questa ricostruzione è frutto di molti anni di analisi ingegneristiche, supportate da indagini olistiche non ordinarie: partendo da questa ricostruzione, e considerando le implicazioni storiche che essa comporta, entriamo a pieno titolo nell’ambito dei Registri Akashici-Campi morfologici e di tutte le conoscenze che l’umanità, in questi ultimi anni, ha perfezionato e reso possibile, anche, evidentemente, in ambito storico-occulto.

Dunque ricostruzioni architettoniche, supportate da metodi analitici e calcoli ingegneristici, che rappresentano il nucleo operativo delle nostre Ricerche, estese alla straordinariamente complessa vicenda storico urbanistica dell’attuale Ferrara, che affonda le proprie origini in opere architettoniche volute da Civiltà mai indagate prima d’ora.

Accesso ai Registri Akashici

L’accesso ai Registri Akashici storici, richiede una preparazione ed una sperimentazione che può protrarsi per molti anni, in quanto l’organizzazione di questa tipologia di Archivi è fondata su una tipologia di struttura non cronologica; non cronologica intesa nel senso puramente sequenziale-temporale di natura culturale umana.

Il metodo di organizzazione di questi Registri storici è fondato su strutture vibrazionali, conseguenti alle forme pensiero creativo di chi le ha generate, e questo costituisce un ostacolo estremamente complesso per la comprensione e per l’accesso ad essi; in altre parole, accedere allo specifico settore di interesse storico di questi Registri, richiede essenzialmente due strategie di azione, sintetizzabili in questi termini:

la prima strategia di indagine è supportata dalla conoscenza e consapevolezza di Anima (del Ricercatore) riferita alla/e tipologia/e di frequenze vibrazionali proprie all’Autore, o Autori, di ciò che è nelle intenzioni di Ricerca

la seconda strategia di indagine è focalizzata nello specifico settore geografico oggetto delle Ricerche, o, in altre parole, per procedere nelle indagini si utilizzano le coordinate 3D di un settore del pianeta. Questo metodo di Ricerca impone ad Anima di riconoscere le varie frequenze di registrazione degli eventi, in quanto si “rischia” di ottenere informazioni, riferite allo specifico settore 3D, sovrapposte, creando una successione di informazioni collocate cronologicamente, secondo la nostra umana struttura del tempo, in sequenze incrociate ed intersecanti, e questo ovviamente crea una serie di informazioni caotiche ed estremamente disordinate.

In seguito alle prime esperienze di accesso, Anima inizia a rendersi consapevole, utilizzando i metodi di elaborazione razionale che sono nell’umano, di quali settori di Ricerca sono di proprio interesse, ed apprende le metodologie di indagine come descritto nel primo punto; in sintesi, Anima apprende e cataloga le varie frequenze-sequenze di archiviazione dati, specifiche di un determinato settore storico presente nei Registri Akashici, ed inoltre ad Anima è richiesta una spiccata abilità nella gestione ed organizzazione di quanto appreso, coerentemente a quanto indagato.

In altri termini le Ricerche condotte da Anima in ambito Akashico-storico divengono esse stesse materiale inserito nei Registri, il tutto coordinato e valutato da chi gestisce questi Registri; quindi se Anima, nel corso del tempo, diventa abile ed organizzata nella gestione dei dati, oggetto delle proprie Ricerche, acquista credibilità ed ottiene “punteggi” elevati e questo le consente di agire con sempre maggiore rapidità nell’ottenere informazioni.

Lo studio e la ricostruzione della Cattedrale Templare di Adelardo V degli Adelardi

Indubbiamente lo studio della Cattedrale di Ferrara rappresenta, nell’ambito delle nostre ricerche storiche ferraresi, uno dei capisaldi a cui abbiamo attribuito massima importanza.

I primi anni di indagine, condotti parallelamente a vari tentativi di ricostruzione della primitiva architettura, unitamente agli studi e ricerche della quasi contemporanea Cattedrale di Modena, secondo le cronologie consolidate, hanno creato una mole di dati che, nel complesso, hanno sollevato interrogativi e forti dubbi in merito alle datazioni di costruzione e integrazione con modelli architettonici preesistenti; comprendere l’architettura romanica padana – e con essa l’arte scultorea – contestualizzando le reali condizioni culturali in cui agivano i progettisti e gli artisti, significa acquisire metodi di valutazione delle strutture architettoniche esistenti svincolati da tradizioni prive di una realistica analisi storico-ingegneristica.

L’attuale Cattedrale di Ferrara è portatrice di una storia complessa, che ha comportato, nell’ambito delle nostre indagini, molti anni di analisi architettoniche, stilistiche e urbanistiche; la Realtà storica riguardante l’originale Cattedrale Templare, fondata da Adelardo V degli Adelardi, nel XII secolo, non ha nulla in comune con la Cattedrale che conosciamo e l’unico aspetto che accomuna la due Cattedrali è l’ubicazione: entrambe nella città di Ferrara, ma non nel medesimo settore urbanistico.

Perchè attribuire ad Adelardo V degli Adelardi la costruzione della Cattedrale Templare?

Indagare sulla storia antica di Ferrara porta sempre e inevitabilmente ad un bivio: accettare e proseguire su un percorso consolidato nel tempo, non necessariamente corrispondente alla Realtà, o procedere in un territorio insidioso e quasi integralmente inesplorato, quanto meno in tempi recenti?

In seguito all’individuazione del luogo esatto su cui sorgeva la Cattedrale Templare, fondata nel secolo XII, ed anche alla individuazione e definizione di molti aspetti architettonico-ingegneristici di questa eccezionale costruzione, ho ripreso la lettura del testo pubblicato dallo storico ferrarese Alfonso Maresti nel 1678, “Teatro Geneologico et Istorico dell’Antiche e Illustri Famiglie di Ferrara”: in questo testo, l’autore, con riferimento a vari testi scritti da storici ferraresi e non, descrive i componenti della famiglia Adelardi, smentendo nettamente quanto riportato da altri storici ferraresi in merito alla costruzione della Cattedrale del secolo XII; innanzitutto Guglielmo II, a cui è attribuita la paternità della Cattedrale Templare, visse in epoca Carolingia, quindi un divario di circa 300 anni rispetto a quanto riportato da altri … storici, poi Maresti descrive il luogo in cui era ubicata la Cattedrale Templare, confermando gli esiti delle nostre ricerche.

Maresti apre la descrizione della famiglia Adelardi con una breve introduzione, affermando questo:

Può con ragione vantarsi la Città di Ferrara di essere sempre stata popolata dalle principali famiglie del Mondo, non che dell’Europa … Teatro della Nobiltà e famiglie più illustri”.

Affronteremo questo argomento trattando integralmente della Cattedrale Templare di Adelardo V degli Adelardi.

L’attuale Ricerca storica, dedicata alla Cattedrale di Adelardo V degli Adelardi, condotta in contemporanea con le indagini su affreschi del Salone dei Mesi di palazzo Schifanoia, incontra lo sviluppo delle analisi ingegneristiche in merito alla ricostruzione del rivestimento esterno originario e del portale di palazzo Schifanoia, su via Scandiana; l’esito di questo “incontro” ha comportato un netto miglioramento per entrambi i campi di Ricerca, assumendo, a tutti gli effetti, le caratteristiche della Condizione necessaria e sufficiente o, per dirla in altri termini, la ricerca del prospetto di palazzo Schifanoia è entrata in una logica relazionale a doppia implicazione, o bicondizionale, con la ricerca della struttura architettonica della Cattedrale di Adelardo V degli Adelardi.

Questa logica bicondizionale, originariamente, era motivata dal medesimo motivo di fondo che identificava entrambi i soggetti architettonici: la Cattedrale di Adelardo V è costruita a pochi anni dal doppio attacco alla città, che vede prima la distruzione dell’antica Università, come abbiamo più volte evidenziato, nel 1080 d.C., seguita da un attacco militare, durato circa due anni, tra il 1101 e il 1103 d.C. Il primo attacco mortale fu anche causa del decesso di Hannè, la direttrice dell’Università ferrarese, unica donna deceduta, per cause non naturali, appartenente alla squadra di “Argonaute”, proveniente da un pianeta del nostro sistema solare.

La storia dell’istituzione della squadra di queste donne giganti, del loro viaggio verso la Terra e dell’atterraggio in un lago posto a nord di Ferrara, poco distante dall’attuale città, diverrà la struttura portante del racconto metastorico che ora vediamo nel Salone dei Mesi di palazzo Schifanoia.

Quindi il Ciclo di affreschi del Salone dei Mesi tratta, oltre ad altri eventi storici ferraresi, delle vicende di questa squadra di donne giganti guerriere, come vedremo nella quarta parte di questa Ricerca, ed è dedicato alla donna che sarà uccisa per mano umana nel 1080 d.C.

L’interno ellittico della Cattedrale Templare proiettato, scalato, su un piano

La logica bicondizionale, utilizzata nelle nostre Ricerche, ha accelerato il processo di individuazione e definizione delle strutture della Cattedrale Templare fondata dall’Adelardi: la planimetria ellittica, estremamente rara in epoca romanica, assume a Ferrara un valore evocativo di primaria importanza, in quanto portatrice di un antico linguaggio ingegneristico di natura femminile.

La costruzione della Cattedrale Templare ferrarese, dedicata ad Hannè, avvenuta nella prima metà del secolo XII, rappresenta la punta di diamante del Rinascimento del XII secolo; palazzo Schifanoia rappresenta, nel complesso contesto metastorico ferrarese, un ulteriore tassello da inserire nella saga millenaria ferrarese,

in un estenuante susseguirsi millenario di edificazione di opere architettonico-urbanistiche, portatrici di modelli di civiltà molto elevati, e di distruzione di queste opere.

Ricostruzione

Iniziamo la ricostruzione dell’aspetto originario della parete sud del Salone dei Mesi partendo dalle quattro finestre, inserite nei rispettivi quattro settori rettangolari, come da immagine allegata “Vista 1”

Ora ipotizziamo di duplicare le quattro finestre con una gemella affiancata ad ognuna di esse, compresa nello spazio disponibile nel settore rettangolare; pertanto avremo quattro coppie di finestre adiacenti, come indicato in figura “Vista 2”

Le quattro lesene dipinte nella parete sud del Salone, di cui tre interrotte dai settori rettangolari ed una integra, posta a sinistra del mese Febbraio (vedi immagine allegata), suggeriscono una ripartizione, nel prospetto esterno del palazzo, su via Scandiana; una successione ritmica di coppie di finestre affiancate da lesene e di coppie di profili di finestre tamponate, per mantenere la successione ritmica lesena-coppia di finestre.

Ricostruzione della corte di Palazzo Costabili, pubblicata da Bruno Zevi, pag.463

Questa coppia di profili di finestre chiuse, all’interno del Salone dei Mesi, è in corrispondenza dei due mesi gennaio e febbraio (Acquario e Pesci)

La mente creativa conduce immediatamente al medesimo linguaggio espressivo utilizzato in Palazzo Costabili, come si presentava originariamente, pre-restauri del 1930, ed al dibattito seguito dall’infelice restauro del loggiato, come documentato da Bruno Zevi, alle pagg.320…324 nel suo libro: Biagio Rossetti architetto ferrarese, edito da Einaudi nel 1960.

Il portale centrale e il rosone, l’effetto cromatico dei vetri

Per interpretare e ricostruire al meglio questa complessa struttura scultoreo-esoterica, di grande impatto visivo, è necessario sovrapporre una serie di concetti analizzati nella parte seconda di questa nostra lettura del linguaggio artistico-metastorico, presente negli affreschi del Salone dei Mesi:

  • il semidio PAN, ed il suo ingresso dal punto centrale della parete sud

  • le dodici costellazioni percorse dal Sole Nero in notturna, nell’Amduat

  • il Sole Nero o Luna Nera in Eclissi e quindi la luce che emerge dal bordo del satellite oscuratore

  • il colore blu utilizzato quale fondo della fascia dei decani

La nostra ricostruzione del portale originale di palazzo Schifanoia inizia utilizzando, quale elemento di riferimento, lo stile delle vetrate tardo gotiche, portatrici di un linguaggio simbolico definito Gotico Internazionale; la vetrata superiore, corrispondente al centro della parete sud del salone dei Mesi, era come in Vista 3, quindi una vetrata estesa in verticale con vetro di colore blu, larghezza circa 1700mm e altezza massima circa 4500mm, ad altezza sole di Acquario un rosone sempre in vetro, colore blu scuro, con anello esterno in vetro non colorato, trasparente satinato, con effetto luce a simulazione di una eclissi di sole o luna. La zona centrale del rosone divisa in dodici settori, con una simbologia pagana runico-esoterica del sole nero-luna nera.

Il rosone di Schifanoia, la pittura con la luce

Questa indagine ha richiesto anni di affinamento e messa a punto; entrare nella psicologia della Regia a volte richiede tempo, anni per sedimentare ciò di cui si ha necessità e di cui si può essere consapevoli, ma la Realtà storica, in alcuni specifici casi, può risultare estremamente sottile, insidiosa, avvilente.

La fretta, come sempre, è un temibile avversario, eppure il tempo, in questi ambiti di Ricerca, sembra agire seguendo linee completamente imprevedibili: Ferrara, e il suo territorio, richiede tempistiche di analisi quasi-impossibili, direi estenuanti, a differenza di Bologna, che in più circostanze durante le nostre ricerche, ha dimostrato l’esatto opposto di Ferrara.

Questa breve dissertazione è utile e necessaria per capire il significato di indagini storiche in due territori situati a breve distanza, ma con fisionomie astrali diametralmente opposte, eppure accomunate da molteplici elementi.

Il valore intrinseco di un dettaglio spesso è portatore di un messaggio

Geometria proiettiva a palazzo Schifanoia

Palazzo Schifanoia, come l’originaria Cattedrale Templare di Adelardo V degli Adelardi, costruita negli anni 30 del secolo XII, sono riferimenti metastorici essenziali per comprendere uno dei lati fondamentali della storia di Ferrara.

Chi ha ideato e progettato il rivestimento esterno di palazzo Schifanoia, su via Scandiana, ed in corrispondenza del salone dei Mesi, contemporaneamente alla definizione degli affreschi, ha voluto ricreare, in scala ridotta e con l’utilizzo della geometria proiettiva, il ritmo delle pareti interne della Cattedrale dell’Adelardi, idealizzando il processo di proiezione su un piano di una parete ellittica: un concetto astratto, tipico di un ambiente culturale di primo livello.

Vediamo ora questa sequenza di operazioni.

Planimetria 1 – dettaglio schematico pianta centrale Cattedrale, con abside

Planimetria 2 – dettaglio circoscritto alle sole lesene e ingresso abside Cattedrale

Plan.3 – schema operazione di rotazione delle due pareti simmetriche, su profilo ellittico

Plan.4 – fase intermedia di rotazione-proiezione del profilo ellittico su un piano

Plan.5 – Proiezione lesene interne su un piano, con i valori dei vari interassi, multipli di 527mm, antica unità di misura utilizzata presso gli Egizi (cubito reale Egizio).

Plan.6 – Dimensioni scalate con rapporto 3,33

Queste dimensioni sono utilizzate nella decorazione esterna di palazzo Schifanoia

I lavori di ampliamento delle strutture murarie del palazzo furono eseguiti da Pietro Benvenuti a partire dal 1465, come scrive Bruno Zevi, pag. 59, nel testo “Biagio Rossetti architetto ferrarese”, Einaudi 1960.

Le linee guida del progetto furono indicate, come descritto nella prima parte di questa indagine, da Leonello Tolomei d’Este, come tutto il ciclo di affreschi presente nel salone dei Mesi, ed il pensiero portante, metafisico e metastorico, seguiva la linea tracciata dalla Cattedrale Templare dell’Adelardi, ovvero un pensiero medievale-rinascimentale proiettato verso il glorioso passato di Ferrara.

Nella fotografia, a lato, abbiamo evidenziato l’area del palazzo, allo stato attuale, soggetto agli interventi Rossettiani di demolizione dell’originario prospetto di Pietro Benvenuti, come indicato nella Vista 4

Il prospetto originario, del 1465, su Via Scandiana, è riportato in Vista 4 – 5 – 6: le quattro coppie di finestre al piano superiore sono come appaiono all’interno del salone dei Mesi (vedi Vista 2 – 3), le arcate a piano terra sono decorative, ad esclusione dell’arcata centrale, aperta, che è il portone di ingresso al palazzo.

Non sono in grado di confermare, al momento in cui scrivo, il materiale utilizzato per lesene, cornici, archi …

Ritengo probabile l’utilizzo del cotto, anziché marmo, forse utilizzato in alcuni dettagli.

 

 

 

 

 

Corrispondenze metafisiche: palazzo Schifanoia – palazzo Costabili

I nostri calcoli e valutazioni hanno condotto la ricerca in direzione delle pareti interne, su profilo ellittico, della Cattedrale Templare di Adelardo V degli Adelardi; Palazzo Schifanoia, analizzando l’originale prospetto su via Scandiana, ed in corrispondenza con la parete sud del Salone dei Mesi, crea una corrispondenza metastorica con la straordinaria Cattedrale del secolo XII, eppure gli “indicatori” akashici suggeriscono di proseguire le indagini, indirizzando nuovamente le ricerche verso antiche e sconosciute forme architettoniche, figlie di civiltà mai indagate, presenti anticamente in territorio Ferrarese.

Agire nei piani Astrali-Creativi, per chi scrive queste righe, non rappresenta un ostacolo; il vero ostacolo, spesso, si riscontra nella propria mente che, in qualche maniera, risulterà sempre, anche se moderatamente, condizionata da serie di frammenti acquisiti in varie circostanze, anche le più inaspettate.

In breve esiste una connessione metastorica fra palazzo Schifanoia e palazzo Costabili-chiesa dedicata a Sant’Apollonia, passando per la Cattedrale del secolo XII; quindi si tratta di una “triangolazione”, confermata, tra molti altri indizi, dalla singolare similitudine, anche se in scala ridotta e con forme notevolmente semplificate, tra Sant’Apollonia e la Cattedrale Templare del secolo XII.

Ritorneremo ampiamente su questo argomento: ci condurrà molto lontano nel tempo, trattando forme architettoniche e materiali di costruzione estranei ad ogni schema conosciuto.