Introduzione al Ciclo di Affreschi di palazzo Schifanoia – 2

Introduzione al Ciclo di Affreschi di palazzo Schifanoia
15 Gennaio 2020
Introduzione al Ciclo di Affreschi di palazzo Schifanoia – 3
15 Maggio 2020

Introduzione al Ciclo di Affreschi di palazzo Schifanoia – 2

di Paolo Bendedei

Parte seconda

La nostra trattazione sul Ciclo di Affreschi di palazzo Schifanoia richiede la conoscenza delle principali fonti di informazione e testi astrologici-astronomici ad esso connessi; non è nostra intenzione addentrarci nelle ricerche riguardanti le fonti di ispirazione dei decani, già ampiamente trattate da vari studiosi e ricercatori (7).
Il nostro intento è l’analisi, inedita, di ciò che esprimono gli affreschi, seguendo una modalità di lettura ed individuazione di un linguaggio iconografico insospettabile, metafisico e metastorico. (8)

Un tentativo espressivo analogo al Ciclo di Affreschi di Schifanoia, anche se sicuramente semplificato e di non complessa individuazione, si era manifestato a Padova, nelle sale superiori, nella struttura lignea e di copertura del palazzo della Ragione: tutto perduto il 2 febbraio 1420, giorno della Candelora, a causa di un devastante incendio doloso. Questo incendio, con la conseguente perdita dei preziosi dipinti realizzati nel corso del XIV° secolo da Giotto e Giusto dé Menabuoi, oltre a vari collaboratori (9) , decretò il metodo da adottare a Schifanoia per la realizzazione degli affreschi, quindi adozione di un linguaggio metafisico ma anche un linguaggio frammentato su più opere, non necessariamente pittoriche, di “quasi-impossibile” individuazione e decriptazione.
Era forse necessario attendere il XXI° secolo per disporre di strumenti tecnologici adeguati e di metodi di indagine in grado di fornire la soluzione?
Probabilmente, ed evidentemente, la risposta a questo ipotetico quesito è affermativa; la Regìa del Ciclo di Affreschi di palazzo Schifanoia dispone di queste tecnologie e di questi metodi, quindi non è improbabile tutto questo.
Procederemo verso la comprensione degli intenti metastorici, rappresentati nei dipinti di Schifanoia, utilizzando vari Assiomi (10) , per semplificare una trattazione che diversamente rischia di assumere dimensioni ingombranti e sovrapposizioni eccessive di argomenti; i vari Assiomi, se la nostra esposizione risponderà egregiamente ai migliori propositi, risulteranno meglio comprensibili e dimostrabili, disponendo di dati e informazioni complete – è pertanto richiesta una lettura integrale delle varie parti che compongono il presente studio sul Ciclo di Affreschi di palazzo Schifanoia.

Dimensioni Metafisiche, Metastoriche

Ciò che attrae l’attenzione sulla parte distrutta dal doloso incendio padovano del 1420, che cancellò i capolavori di Giotto e Giusto dé Menabuoi, è identificabile nei finestroni circolari del salone superiore e nella forma a chiglia di nave dell’attuale imponente copertura del salone; questi elementi dirigono l’indagine verso un percorso quasi obbligato: l’oggetto del ciclo di dipinti padovani del XIV° secolo, distrutti, e il linguaggio architettonico della parte superiore del palazzo, erano riferiti ad una imponente nave, ad un viaggio in nave ed al motivo del viaggio. (11) E’ possibile affermare questo conoscendo il linguaggio degli affreschi di Schifanoia, oltre ovviamente alla Vera antica storia.
Probabilmente i dipinti padovani del secolo XIV tentarono di occultare la reale natura della nave in questione e del motivo del suo viaggio con la storia di Antenore e dei reduci di Troia-Baltica ma, una attenta analisi rivelava la reale intenzione del ciclo di dipinti di Giotto e Giusto; questa imponente matrice iconografica, per rendersi umanamente comprensibile, non ebbe esito positivo.
Evidentemente la Regìa di questo Ciclo di dipinti, probabilmente a causa di interruzioni avvenute nel corso del tempo o di altre motivazioni quali la diffusione della peste in Italia, non ebbe la forza di mantenere un profilo di pensiero sottile e inattaccabile: i demoni della storia, e del fuoco, poterono aggiungere una battaglia vinta nel loro percorso marziale in territorio umano.
In breve il soggetto chiave di questa incursione nei territori padovani, definiamolo primo Assioma, è una nave, “La Nave!”

Assioma Giusto: pittore fiorentino o … pittrice ferrarese?

Giusto dè Menabuoi, Creazione del mondo – Padova, Battistero

La Regìa di Schifanoia supporta questa ipotesi di indagine e lo fa traendo lo spunto di partenza da un raffinato dipinto di Giusto dé Menabuoi, scampato alla furia del fuoco e agli umani che lo appiccarono, in quanto posizionato in altra sede e in altro contesto, ben nascosto ed assolutamente in vista nel battistero di Padova, in un contesto iconografico di carattere Teologico-Cristiano; il dipinto in questione è la Creazione del Mondo, un capolavoro di grande valore simbolico. (12)
Indaghiamo il significato di questo capolavoro che, tra le varie considerazioni possibili, dimostra le informazioni storiche di assoluta importanza di cui disponeva Giusto, oltre a informazioni provenienti dal Regno Sotterraneo Ferrarese.
In primo luogo il soggetto di questo dipinto, ovvero Gesù, è posizionato fra i segni zodiacali Acquario e Pesci; vedremo come sarà contestualizzata questa simbologia in Schifanoia.
Gesù ha un mantello di colore azzurro – come i tre angeli allineati alla sua destra – e inoltre indossa una veste di colore rosso chiaro, mentre altri quattro angeli gli sono attorno, dipinti in colore rosso, più scuro; i due angeli messaggeri, affiancati e distanti da Gesù, disposti sopra il segno del Capricorno, rappresentano gli intenti e la volontà primaria del Soggetto.
La Terra è avvolta da una fascia tricolore, con i colori della bandiera italiana, adottati dalla Repubblica Cispadana nel 1797, inoltre il colore rosso è aderente-corrispondente alla Terra, esattamente come nella struttura architettonica presente nel Regno Sotterraneo Ferrarese ; Giusto utilizzò questa simbologia in altri dipinti (vedi affreschi-Giudizio Universale presso Abbazia di Viboldone, San Giuliano Milanese )

La simbologia esoterica e le recenti indagini storico-filologiche (13) guidano la nostra attenzione verso l’equivalenza Gesù-Zeus – Zeus qui da intendersi quale pianeta Giove – con le sue quattro lune maggiori (pianeti) Io, Europa, Ganimede e Callisto, equivalenti ai quattro angeli con veste di colore rosso scuro, mentre i tre angeli con veste azzurra, come la veste di Giove-Gesù, sono Saturno, Urano e Nettuno; quindi trattiamo di Pianeti, esattamente come tratta di pianeti la fascia tricolore, riferita ai tre pianeti gemelli Terra, Venere, Tiamat, essendo Tiamat il terzo pianeta distrutto e frammentato (vedremo in altro settore di Ricerca, le associazioni colore-pianeta quale significato assumono). (14)
I due angeli messaggeri, separati dal gruppo dei quattro grandi pianeti e dalle lune di Giove, rappresentano il pianeta Mercurio ed un altro pianeta, anche questo, analogamente al dipinto in questione, per noi terrestri ben nascosto ed assolutamente in vista.
Trattiamo pertanto di Pianeti, i quattro grandi Pianeti del sistema solare che, utilizzando tecnologie avanzate quali gli enormi Anelli costruiti in leghe metalliche supermagnetiche, consentono di varcare soglie dimensionali e di rendere i Pianeti simili ad enormi Astronavi.
Fantascienza? No, Realtà. (15)

Giusto dè Menabuoi, Creazione del mondo, dettaglio – Padova, Battistero

Giusto dè Menabuoi, dettaglio affreschi presso Abbazia di Viboldone

Leggete, giusto per aprire la mente in questa direzione, i testi di Immanuel Velikovskij, psicologo e sociologo sovietico, che, negli anni ’50 del XX° secolo pubblicò alcuni studi riguardo l’età recente del sistema solare; Velikovskij non è certo l’unico ricercatore attivo in questo settore di indagini: per non dilungarci e uscire dal tracciato diremo sinteticamente che il nostro sistema planetario è conseguenza di un forzato “assemblaggio recente”. (16)
Ovviamente questo settore di indagini storiche, attivo nelle nostre Ricerche, rientra in un insieme di elementi e di informazioni in evoluzione; sia ben chiaro che si tratta di indagini escluse integralmente da ogni attuale parametro storico e scientifico-tecnologico di carattere umano, ad eccezione delle riservate ed avanzate ricerche umane in campo tecnologico-militare.
Il problema è rappresentato dalla divulgazione di questa Realtà storica ed il paradosso è nella reazione della mente umana a questa Realtà.
Sicuramente, prima o poi, tratteremo anche queste informazioni storiche.

Indubbiamente il Ciclo di Affreschi di palazzo Schifanoia è connesso a questi dati metastorici, vista la natura della Regìa; dobbiamo pur sempre riconoscere in Leonello Tolomei d’Este una capacità straordinaria di mediazione tra culture diverse e la capacità di adattare informazioni storiche ad una esposizione iconografica che rappresenta al meglio la filosofia più profonda del Concetto Rinascimentale.

Il Salone delle Costellazioni

Schifanoia, Salone dei Mesi – Parete Sud

Il salone affrescato è, in pianta, un rettangolo, i cui lati misurano 11,4 mt. x 24,6 mt.; le due pareti disposte ad est e ovest hanno lunghezza di 11,4 mt. e rappresentano, rispettivamente, le tre costellazioni Ariete, Toro, Gemelli e le tre costellazioni Scorpione, Sagittario, Capricorno. La parete sud, di lunghezza 24,6 mt., rappresenta Acquario e Pesci e la parete nord le quattro costellazioni Cancro, Leone, Vergine, Bilancia.
Probabilmente la prima domanda che sorge nella mente di un attento osservatore del Salone dei Mesi è questa: perchè hanno disposto 3+3 costellazioni-mesi nelle strette pareti est e ovest, quattro mesi nella parete nord e due nella parete sud? Perchè la parete sud è la parete con il numero maggiore di elementi architettonici “disturbatori”? Questa parete, oltre alla presenza di un improbabile originario camino, posto al centro della parete, dispone di quattro finestre inserite decentrate in settori di parete rientranti rispetto la superficie affrescata. (17)
Abbiamo indagato su questi punti anomali e, devo ammettere, non mi aspettavo risposte estremamente ampie e dettagliate. A seguire, vedi Parte Terza, lo sviluppo della Ricerca in merito al prospetto sud originario del palazzo, su via Scandiana.

L’originario punto di accesso al salone era una piccola porta disposta nella parete nord, in angolo con la parete ovest:

Schifanoia, Salone dei Mesi – Parete Nord, dettaglio della primitiva porta di accesso al Salone

questo elemento rappresenta un punto cardine nel complesso sistema di traduzione-lettura del ciclo di affreschi.
Entrando virtualmente nel salone dall’originale porta di accesso, quindi dalla scala esterna al palazzo, su lato nord, abbiamo, disposto frontalmente su parete sud, la costellazione Acquario (o Aquario), corrispondente al mese Gennaio; la lettura semplificata del ciclo di affreschi prevede di proseguire la visione dei mesi da destra verso sinistra, passando al mese Febbraio, poi alla parete est con i mesi Marzo, Aprile, Maggio, proseguendo fino a Dicembre/Capricorno.
La prima incongruenza che constatiamo (18) è appunto la direzione consolidata di lettura del Ciclo di Affreschi, ovvero in senso antiorario seguendo il trascorrere dei mesi; se rapportato alla disposizione dei tre decani di ogni singola costellazione notiamo come la lettura dei tre decani non segue il senso di lettura dei mesi, da destra verso sinistra, ma segue una esposizione contraria, da sinistra verso destra: la direzione di lettura dei tre decani è un elemento supportato da studi e ricerche, quindi non in discussione, mentre la “direzione” di lettura dell’intero ciclo di affreschi dobbiamo necessariamente considerarla aperta a ulteriori sviluppi.

Il secondo ostacolo che dobbiamo superare è questo: la parete sud del Salone, con le due sole costellazioni Acquario e Pesci, non corrisponde, allo stato attuale, al linguaggio originario – questa parete del palazzo è priva di alcuni elementi architettonici fondamentali.
Se analizziamo l’ingresso al palazzo, su via Scandiana, notiamo che questo è esattamente in corrispondenza all’asse centrale della parete sud del salone affrescato; inoltre, ad una semplice analisi stilistica, il portale in marmo esprime un linguaggio estraneo al contesto architettonico in cui è forzatamente inserito, oltre all’evidente dissonanza stilistica tra i due settori, inferiore e superiore: in sintesi, l’attuale portale marmoreo non è il portale originale.
Conoscendo la Vera Storia dell’Addizione Erculea e dei numerosi interventi architettonici e urbanistici attuati nel centro storico medievale di Ferrara, a partire dal 1492, constatare lo sfregio ad un’opera d’arte di assoluto rilievo rientra nell’enorme insieme di operazioni distruttive e modifiche attuate in epoca Erculea da parte dei vari architetti militari Aragonesi, operativi a Ferrara per la messa in atto delle imponenti modifiche architettoniche e urbanistiche alla Ferrara di Leonello e di Borso d’Este.

Giunti a questo punto è inevitabile rivolgere l’attenzione all’originale facciata del palazzo e muovere le nostre indagini in merito al portale e facciata su via Scandiana e, di conseguenza, quale elemento era, in origine, al centro della parete sud del Salone dei Mesi.

Il portale originale e il centro della parete sud del salone affrescato

Francesco del Cossa, secondo decano Ariete – Schifanoia

Dettaglio secondo decano Ariete, linea occhio destro decano-mano destra decano-occhio destro ariete

La disposizione delle dodici Costellazioni-Mesi, adottata a Schifanoia nelle quattro pareti del salone, permette di rappresentare, nelle pareti est e ovest, in corrispondenza della parete sud, i due segni dello zodiaco analoghi, ovvero Ariete e Capricorno, i due Capri; questi due Capri, con la posizione degli occhi e del capo, trasmettono un messaggio di lettura: Ariete, su lato est del salone, è rappresentato con il capo rivolto a sud, al contrario rispetto la direzione del corpo, mostra quindi l’occhio destro mentre Capricorno, su lato ovest del salone, è orientato con il corpo e il capo verso sud, mostra quindi l’occhio sinistro: questo indica come disporsi per la corretta lettura ed anche il corretto punto di partenza, che è appunto il centro della parete sud, con il capo dell’osservatore disposto in modo da avere gli occhi destro e sinistro corrispondenti agli occhi dei due capri quindi occhio destro verso la parete est, parete dell’Ariete, e occhio sinistro verso la parete ovest, parete del Capricorno.
Questo significa, per l’osservatore, orientare il corpo ed il capo verso nord, disponendosi al centro della parete sud.
Come abbiamo riscontrato in “Assioma Giusto”, tra Acquario e Pesci, nel battistero di Padova, Giusto dè Menabuoi colloca i quattro pianeti Giove, Saturno, Urano e Nettuno e qui, a Schifanoia, abbiamo la medesima condizione tra Acquario e Pesci in cui collochiamo il Capro in ingresso. Vi è quindi una analogia, da parte della Regìa, che lega Giove, il pianeta intruso, e quindi Zeus, e il Capro, che nella mitologia Greca altro non è che il semidio Pan. Pan, a Schifanoia, è rappresentato nel primo decano del Cancro (19)

Il semidio PAN

Maurizio Bonora, ricostruzione secondo decano Capricorno

Le indagini approfondite su Pan richiedono analisi e valutazioni aderenti a metodologie attuali; per questo utilizziamo il “Saggio su Pan” di James Hillman, pubblicato da Adelphi nel 2013, riportando alcuni stralci, per capire il motivo per cui a Schifanoia la Regìa Femminile del Ciclo di Affreschi evidenzia questa equivalenza psichiatrica Giove-Zeus-Pan:

pag.16: … La “Grecia” permane come un paesaggio interiore piuttosto che come un paesaggio geografico, come una metafora del regno immaginale che ospita gli archetipi sotto forma di Dei.
Possiamo perciò leggere tutti i documenti e i frammenti del mito rimasti dall’antichità anche come resoconti o testimonianze dell’immaginale.
L’archeologia diventa archetipologia, più che una storia letterale essa rivela le eterne realtà dell’immaginazione, e ci parla di ciò che è in atto ora nella realtà psichica.
Il ritorno alla Grecia non è né ad un tempo storico nel passato né ad un tempo immaginario, ad una utopica Età dell’Oro che fu o può ancora ritornare. La “Grecia”, al contrario, ci offre una possibilità per correggere le nostre anime e la psicologia per mezzo di luoghi e persone immaginali invece che di date e personaggi storici, ci delinea uno spazio piuttosto che un tempo.
Noi usciamo completamente dal pensiero temporale e dalla storicità, e muoviamo verso una regione immaginale, un differenziato arcipelago di ubicazioni, dove gli Dei sono e non quando essi furono o saranno.

Pag.17: … Arretrando nel mitico, in quello che è non-fattuale e non-storico, la psiche può reimmaginare quelle che sono le sue difficili situazioni fattuali e storiche da un diverso e più vantaggioso punto di vista.
La Grecia diventa una serie di specchi di ingrandimento in cui la psiche può riconoscere le sue persone e i suoi processi in configurazioni più ampie del naturale e che tuttavia toccano la vita delle nostre personalità secondarie.
La scelta di Pan quale nostra guida per il ritorno alla Grecia immaginale è storicamente corretta.
Infatti è stato detto che il grande Dio Pan morì quando Cristo divenne il sovrano assoluto.
Leggende teologiche li descrivono in opposizione inconciliabile, e il conflitto dura tuttora, giacché la figura del Diavolo non è altro che Pan visto attraverso l’immaginazione cristiana.
La morte dell’uno significò la vita dell’altro, in un contrasto che vediamo vividamente riflesso nelle rispettive iconografie, specialmente se si considerano le loro parti “inferiori”: l’uno nella grotta, l’altro sul Monte; l’uno ha la musica, l’altro la Parola; Pan ha zampe pelose, piede caprino, è fallico; Gesù ha gambe spezzate, piedi trafitti, è agenitale.
Le implicazioni del contrasto Pan-Gesù si presentano irte di difficoltà per il singolo.
Come accostarsi all’uno senza sopraffare l’altro, in modo che il tentativo di rientrare nel mondo della fantasia naturale non divenga il culto satanistico d’un Aleister Crowley?
Non possiamo sbarazzarci della storia cristiana; ma ciò ci porta a vedere il mondo di Pan come una idealizzata liberazione, o come qualcosa di pagano, demoniaco, che, nel linguaggio moderno, diventa “inferiore”, “istintuale”, “inconscio”. Il modo in cui ciascun individuo reagisce al richiamo di Pan ed è guidato da lui in Grecia dipende interamente dalla sua civilizzata coscienza cristiana, come se la nostra sola possibilità di attraversare il ponte implicasse che ci lasciamo alle spalle i pregiudizi che uccisero Pan.

Pag.85: Capitolo VIII “Lo Stupro” – … Parte del complesso dello stupro è una avversione emotiva ad esso; è una violazione, una trasgressione, un orrore. … Lo stupro diventa un argomento chiuso, non c’è nulla da discutere; è ciò che è. La psicologia preferisce tenerlo a distanza, anche come soggetto di dissertazione; quando non può proprio evitarlo, lo affronta servendosi di elaborate scappatoie concettuali, come “sadismo” o “aggressione”.
E’ necessario uscire dalla psicologia e rivolgersi verso spiriti letterari (per esempio, Genet) per trovare la disponibilità e l’intelligenza necessarie per osservare fenomenologicamente lo stupro.
Per cominciare: lo stupro è appartenuto all’esistenza umana e divina da molto prima che la psicologia entrasse sulla scena per spiegarlo. Perciò non dobbiamo aspettarci troppo dalla psicologia: le sue considerazioni possono avvalersi soltanto della gracile tradizione di poche generazioni confinate in una cultura angusta, prevalentemente nordica, occidentale ed ebraico-protestante.
Per di più, oltre alla generale inadeguatezza della psicologia a trattare i grandi temi archetipici, vi è la specifica lacuna nei riguardi dello stupro, come se l’astensione della psicologia dall’indagine la tenesse al riparo da un orrore.
… Lo stupro non è specifico di Pan, però è caratteristico di Pan e, come vedremo nella sezione che segue, è il suo primo modo di manifestarsi con le figure femminili, che provoca la loro fuga e la sua frustrazione.
… Quando più si è vicini al mondo della natura materiale, tanto più il potere divino si manifesterà in forma sessuale e coatta.
… Gli stupri della mitologia, perciò, dovrebbero venir considerati a un livello non letterale, ed essere percepiti come un’allegoria teo-filosofica.

La stretta analogia Pan-Zeus, dove Zeus è qui, a Schifanoia, soggetto ad una valutazione psicologica di matrice Femminile non umana (definibile “Regìa” del Ciclo di Affreschi oggetto di queste indagini), permette di focalizzare la nostra attenzione su una questione storica-planetaria che è portatrice di riscontri psicologici-militari drammatici e prolungati nel tempo, in cui noi umani rappresentiamo inconsapevolmente una paradossale condizione esistenziale, posta su argini opposti di un fiume insondabile, oscuro, caotico, mortale.
In questo contesto, la condizione umana sottopone le Anime ad una prova di forza enorme, in cui è fondamentale disporre di conoscenze approfondite in ambito filosofico-marziale; lo studio e la Ricerca storica di confine entra a pieno diritto nei territori Astrali in cui l’essere umano è autorizzato Astralmente ad “uscire” dalla struttura della rete, o Matrice karmica, divenendo egli stesso soggetto plasmatore della propria condizione karmica, con implicazioni consequenziali che, in alcuni contesti, possono contemplare la parziale modifica di strutture karmiche extra-umane.

Riprendiamo il punto centrale della parete sud del salone, corrispondente al settore superiore del portale di ingresso del palazzo, su via Scandiana; abbiamo constatato come gli occhi dei due Capri Ariete e Capricorno indicano la posizione del capro Pan, evidentemente in ingresso al salone, e questo ingresso non è la porta su parete nord, in angolo alla parete ovest; trattiamo pertanto di un ingresso dedicato e riservato, portatore di un potente valore simbolico.

Lo zodiaco del Principe, I decani di Schifanoia, di Maurizio Bonora

Nel battistero di Padova, Gesù-Giove nella Creazione del Mondo, rivolge lo sguardo e il corpo verso la sua sinistra, quindi verso Acquario, Capricorno, Sagittario, Scorpione; osserviamo quindi la sequenza ferrarese dei dodici decani di queste quattro Costellazioni, utilizzando le eccellenti ricostruzioni di Maurizio Bonora, datate 1992. (20)
Il dato eclatante che emerge immediatamente, osservando Acquario e confrontando questa Costellazione con le altre undici Costellazioni, è la posizione e la dimensione del Sole, nel contesto della fascia centrale con i tre decani; qui, in Acquario, il Sole è volutamente posto in posizione di massima elevazione, ad evidenziare la sua primaria importanza, inoltre il volto del Sole è rivolto alla sua sinistra, verso il Capricorno, poi la sequenza dei tre Soli in Capricorno, Sagittario e Scorpione, il cui diametro è costante e di massima dimensione fra i dodici Soli di Schifanoia, mostrano una sostanziale identica posizione in altezza, a differenza degli altri settori. (21)
Questo non è casuale e non è, in primo luogo, conseguente alla probabile medesima matrice esecutiva, ma si tratta di un preciso messaggio; se osserviamo i quattro segni padovani, opera di Giusto: Acquario, Capricorno, Sagittario, Scorpione, notiamo il medesimo colore, che poi, dal simbolo Bilancia a seguire, varia, assumendo una tonalità più chiara; Giusto dé Menabuoi fornisce le chiavi di un messaggio, molto sottile.
Quale significato attribuire, in Schifanoia, a questi quattro Astri che brillano di una debole luce alchemica, né diurna né notturna?
La risposta la incontriamo nella posizione della porta di ingresso originaria al salone, del XV° secolo, in relazione alla successione delle quattro Costellazioni Acquario, Capricorno, Sagittario, Scorpione: la Teologia Egizia descrive, nel libro dell’Amduat, il percorso notturno del Sole, in dodici ore, e, giunto al termine della quarta ora, il Sole entra nel deserto del Dio Sokar.

Il Sole Nero in Schifanoia

Nell’antica teologia egizia il Sole Nero percorre l’arco delle Costellazioni durante le 12 ore notturne, seguendo un percorso che lo riporta al punto di partenza diurno, quindi un percorso inverso se relazionato al moto planetario durante il ciclo dei 12 mesi.
E’ questo il corretto percorso di lettura delle 12 Costellazioni rappresentate a Schifanoia, infatti la prima ora del percorso è identificata con la Costellazione Acquario, la seconda ora è Capricorno, la terza Sagittario e la quarta ora è Scorpione; al termine di questa ora notturna, il Sole nero entra nel deserto del Dio Sokar e infatti incontriamo la porta di ingresso-uscita dal Salone, posta tra Scorpione e Bilancia (quinta ora). (22)
Il “senso” di lettura degli affreschi, definibile Esoterico, è dunque inverso rispetto al senso di lettura ordinario; inoltre questo metodo di lettura coincide con la disposizione e successione di lettura dei decani.

Da “Il libro egizio degli inferi”, testo iniziatico del sole notturno, scritto da Boris de Rachewiltz, edizioni della Terra di Mezzo, 2009, pag.11: Il “Libro degli Inferi”, letteralmente “Il libro di ciò che è nel Duat”, descrive, nel suo aspetto formale, il viaggio che il sole notturno compie nelle regioni infere, navigando per dodici ore attraverso una landa terrificante, popolata da Entità mostruose, piena di pericoli, ma dalla quale esce vittorioso al mattino, nell’aspetto di Khepri – il divino Scarabeo – simbolo del sole novello…
Ma se il “Libro degli Inferi” fosse solo e semplicemente una descrizione del periplo solare notturno o topografica delle regioni infere, il suo valore magico-religioso sarebbe assai limitato e non certo tale da giustificare l’impiego che i sovrani della XVIII dinastia e seguenti ne fecero.

Ho riportato alcune righe in merito al percorso notturno del Sole nero, secondo la teologia egizia, per capire come la strada dell’associazione integrale di questi

Lo zodiaco del Principe, I decani di Schifanoia, di Maurizio Bonora, dettaglio pag.37, dimensioni del Sole

antichi testi sia da escludere qui, a Schifanoia.
I sacerdoti egizi edificarono una struttura teologica iniziatica partendo da una realtà storica conosciuta e radicata, mantenendo alcuni elementi cardine; per le nostre traduzioni, riguardo il linguaggio adottato dalla Regìa del Ciclo di Affreschi di Schifanoia, necessitiamo di elementi che siano in grado di fornire informazioni utili, inequivocabili.
Le implicazioni Ferraresi, rappresentate qui, a Schifanoia, sono sinteticamente queste: Sole nero e percorso notturno – il Sole percorre a ritroso, in dodici ore, le Costellazioni, ed ogni Costellazione è associata ad una ora notturna.
Il Sole è notturno ed è nella Duat, o AmDuat, il Regno sotterraneo; impiega 4 ore prima di arrivare al deserto della Dea Sokar.
Le prime quattro ore, secondo la teologia egizia, sono suddivise in quattro registri mentre le ore seguenti in tre registri, quindi in Schifanoia i quattro registri probabilmente corrispondono, per ogni ora-costellazione, ai tre decani delle fascie centrali + al carro degli Dei nelle fascie superiori.
Questa associazione Registri=decani + carro (o animali simbolici al traino del carro), puo’ estendersi anche alle ore successive alla quarta; non trascuriamo pertanto questa possibilità di traduzione.
Il salone dei mesi di Schifanoia, a questo punto, può assumere varie denominazioni:

• Salone dei Mesi
• Salone delle Costellazioni
• Salone delle ore notturne
• Salone del Sole Nero

Maurizio Bonora, ricostruzione terzo decano Scorpione

Dobbiamo, come sempre, evolvere il nostro pensiero e operare una revisione a ritroso nel tempo rispetto alle invenzioni teologiche decise dai Sacerdoti Egizi: indubbiamente hanno fornito utili informazioni su ciò di cui effettivamente ed anticamente trattavano le conoscenze storiche appartenute alle predinastie Egizie.
Notiamo questo: in Scorpione, osservando la ricostruzione di Bonora, il terzo decano, ovvero il decano incontrato dal Sole Nero immediatamente prima dell’ingresso nel deserto di Sokar (originaria porta di uscita), è un personaggio che tiene in mano due serpenti, sovrastante un cinghiale e un cervo; senza entrare nel merito puramente astronomico-alchemico, notiamo il cinghiale e il cervo, riferimento alla cultura Celtica, e i due serpenti, equivalenti a due fiumi.
I due fiumi sono probabilmente un riferimento geografico del luogo, e in questo contesto vedo il Po e l’Adige, ma potrebbe trattarsi di fiumi sotterranei del Nord-Est Italia o di fiumi da interpretare in senso ampio, non necessariamente portatori di acque.
Il concetto di Sole Nero non è assoluto ed il motivo di questa valutazione è semplice: il Sole che noi conosciamo è un argomento conosciuto e trattato da vari esoteristi ed è uno dei tanti elementi che supportano la teoria del “Tutto ciò che sai è falso”. In breve, e per definizione, un Sole è un soggetto astronomico che brilla di luce propria, quindi è una Stella, mentre il “nostro” Sole non corrisponde a questa definizione; certo è che noi umani lo vediamo brillare, ma questa emissione di luce e di alta temperatura è una conseguenza dovuta ad una serie di fattori che sconfinano nell’utilizzo di ordinarie tecnologie Aliene, conosciute anche da noi umani, installate su un pianeta posto a breve distanza dalla Terra: in termini più comprensibili il Sole che conosciamo è, di fatto, una seconda Luna; quindi, più che esprimere il concetto di Sole Nero, sarebbe più corretto utilizzare il concetto di Luna Nera.

Per supportare questi concetti fastidiosi, riportiamo un breve passo, pubblicato a pag.68 del testo “Le quindici stelle Beheniane tra magia e astrologia” di Giancarlo Albano,Youcanprint Edizioni, 2018:
… Nella tradizione occulta Sirio è considerata come il Sole che sta dietro il Sole: se il Sole mantiene in vita il mondo fisico, Sirio ha originato e mantiene in vita la coscienza, e quindi il mondo spirituale.
In realtà la luce del Sole fisico è una grande illusione che oscura il vero Sole … Dunque Sirio è anche la vera fonte dell’iniziazione e del potere occulto …
Dunque le scuole misteriche la considerano la vera fonte della potenza del nostro Sole: laddove il calore del nostro Sole mantiene in vita il mondo fisico, si ritiene che Sirio mantenga in vita il mondo spirituale;
E’ considerata la “luce vera”, che risplende ad Oriente ed illumina lo spirito, così come il Sole illumina il mondo fisico, quest’ultimo considerato come una grande illusione. (23)

Il nome Sirio quindi è bivalente in quanto attribuito alla Stella binaria posta al centro del nostro sistema planetario ed alla nota Stella binaria presente nella costellazione del Cane Maggiore.
Se prendiamo in considerazione la tradizione-conoscenza astronomica tramandata da secoli, presente nel popolo africano Dogon, come descritto ampiamente da Robert Temple nei suoi lavori, dobbiamo seriamente considerare la possibilità che i Dogon descrivono la nostra stella Sirio e non quella che è nel Cane Maggiore. (24)

Come descritto sopra, il concetto di Sole Nero non è assoluto, essendo equivalente alla Luna Nera; è altrettanto possibile, se contestualizzato nell’ambito Costellazioni e Pianeti, attribuire ai due serpenti del terzo decano di Scorpione non una esclusiva valenza fluviale terrestre ma, e più verosimilmente, potrebbe trattarsi di flussi di energia, ovvero di energia proveniente dalle due stelle Sirio A e Sirio B situate al centro del nostro sistema solare.

Assioma “semestrale” o dei Decani contrapposti

L’analisi dei mesi Marzo e Aprile, entrambe opere complesse, realizzate da Francesco del Cossa, oltre a manifestare una qualità artistica raffinata, rigorosa e di estrema creatività, hanno ulteriormente aperto la nostra Ricerca ad una valutazione olistica del linguaggio per immagini del Ciclo di Affreschi Ferrarese: indubbiamente il dato più eclatante è la scoperta della corrispondenza espressiva dei decani di Schifanoia distanti sei mesi, ovvero, ad esempio, il secondo decano di marzo-ariete è associato al secondo decano di settembre-bilancia, e questa associazione duale non esclude il valore intrinseco astronomico di entrambi i decani ma apre una corrispondenza iconografica visivamente intuitiva, metafisica, a volte di carattere esoterico-psicologico, che si spinge oltre ai rigorosi limiti imposti dalle corrispondenze con le varie sfere indiane di Albumasar, Picatrix, Manilio …
Elenco corrispondenze Decani-Costellazioni-Segni Zodiacali-Mesi:

• Acquario-Gennaio _ Leone-Luglio
• Pesci-Febbraio _ Vergine-Agosto
• Ariete-Marzo _ Bilancia-Settembre
• Toro-Aprile _ Scorpione-Ottobre
• Gemelli-Maggio _ Sagittario-Novembre
• Cancro-Giugno _ Capricorno-Dicembre

Simbologie Celtiche

Il terzo decano di Scorpione associa dunque due fiumi (da intendere quali fiumi di acqua o fiumi di energia) a due animali simbolici per la cultura celtica:

Dal sito http://moak.altervista.org/articoli/simbolismo_degli_animali.htm

Cervo:
Il cervo è uno degli animali e dei simboli più importanti nella cultura celtica, che ne eredita forse il valore dalla precedente tradizione pre-indoeuropea e che, successivamente lo passò alla religione cristiana. Questo bellissimo animale era considerato un essere spirituale, appartenente alla Dea Madre ed era associato a un culto della fertilità più terreno che celeste, anche se nel suo simbolismo non mancano elementi solari.
I palchi del cervo erano una delle caratteristiche più tenute in considerazione perchè, rinnovandosi periodicamente, lo rendevano il simbolo della vita che ringiovanisce di continuo, della rinascita e del corso del tempo.
Questo ne faceva un degno rappresentante della Vita interpretata come divinità e del rinnovo della natura, incarnata spesso sotto le figure di dee e dei. Il cervo, infatti, era abbinato alla figura del dio Cernunnos, uno dei più antichi dèi celtici, che sembra essere stato già invocato dalle popolazioni europee del mesolitico e del neolitico; dio che la tradizione cristiana utilizzò per forgiare l’immagine del diavolo.
Cernunnos ha palchi di cervo che gli svettano sul capo e tiene in mano un torque simbolo di regalità.
Nella tradizione celtica i cervi erano detti «tori delle fate» o «bestiame della dea» e la stessa definizione di «bestiame di Flidais» veniva data ai cervi che trainavano il carro della dea e le correvano attorno.
I cervi erano perciò considerati gli intermediari fra il mondo degli dèi e quello degli uomini …
La femmina del cervo, rappresentante del principio femminile, compare spesso nei racconti che narrano le gesta dei Fianna. Possiede leggerezza, fiuto e grandi capacità di mutare forma e ha il ruolo di condurre il cacciatore nel profondo della foresta dei misteri. Le donne del Sidhe spesso prendono forma di cerva per mostrarsi agli uomini e invitarli a entrare nelle colline fatate, i cui ingressi non possono altrimenti essere trovati.
Una di queste leggende racconta di come Finn inseguendo un cerbiatto durante una caccia, raggiunga lo Slieve Cuillin dove l’animale scompare per lasciare al suo posto una donna del Sidhe. Essa aveva perduto il suo anello nel lago e chiese a Finn di recuperarlo per lei. L’eroe lo fece, ma riemerse dalle acque con i capelli bianchi, vecchio e avvizzito, dotato però di grande saggezza. Ricordiamo di come laghi, sorgenti, stagni e corsi d’acqua rappresentino altrettanti ingressi al mondo fatato e di come una visita al Sidhe spesso faccia perdere il senso del tempo al viaggiatore che torna al mondo umano carico di sapienza, ma incanutisce non appena tocca terra. La cerva è quindi solo una forma sotto la quale si celano le sembianze delle bellissime donne del Sidhe e l’animale rappresenterebbe il viaggio verso le Sacre Colline del mondo fatato ma anche la percezione del mondo da differenti punti di vista per le qualità femminili che dona.

Cinghiale:
Un altro animale che risulta molto importante per la tradizione celtica è il cinghiale. Esso assume una simbologia complessa …
All’ ovest racchiude le qualità dell’iniziazione ai misteri della vita e della morte, del passaggio, della fine di un ciclo e inizio di un altro, alla rinascita.
Le prime qualità che vengono in mente pensando al cinghiale sono, certamente, collegate alla sua natura combattiva, feroce e indomabile, che lo rendono il naturale simbolo della guerra e del guerriero, oltre che della caccia, vera e propria attività rituale dalla molteplice natura.
A livello mentale, la caccia stimolava l’astuzia e il coraggio del cacciatore, che si trovava a percorrere le vie intricate della foresta, all’inseguimento del cinghiale selvatico, che rappresentava la forza bruta indomata, che andava padroneggiata con l’esercizio dell’intelligenza.
A questo livello inizia anche ad agire lo stadio mitologico e magico dell’ esistenza, manifestato da diversi racconti, che narrano di come il cacciatore si perde fra gli alberi e incontra un essere fatato del Sidhe. Infatti qui la caccia agisce anche a livello spirituale, per cui il cinghiale diviene la guida che porta il guerriero-cacciatore alla ricerca nell’ Altromondo oltrepassando le porte del mondo visibile per accedere ai reami interiori.
E’ qui che inizia il viaggio vero e proprio del guerriero ed è a questo livello che il cinghiale diviene un essere in grado di fare da traghettatore verso l’Altromondo. Cerridwen, sotto forma di Scrofa Bianca, la dea lunare in relazione con il mondo sotterraneo e il calderone sacro dell’ispirazione, fornisce cibo, benessere e fecondità a un livello superiore: dopo aver nutrito il corpo del popolo con la propria carne, ne nutre lo spirito con l’ispirazione e la poesia. La mitologia parla del Cinghiale Bianco che ispirò Marvan a scrivere musica e poesia e del cinghialetto con cui parlò Merlino durante un periodo di visioni ispirate.
… ogni cerchio dell’esistenza è diviso in quattro parti, ciascuna da percorrere in modo veritiero e nobile e la cui verità va conosciuta e compresa. Ricordiamo che i vari cerchi sono uno stato di coscienza e non dei mondi veri e propri in senso materiale.
Questo concetto di verità è importante nella filosofia celtica. La Verità è un principio che nell’Universo è tenuto in alta considerazione attraverso tutti i piani / livelli dell’ esistenza.
Questo animale è perciò considerato come un animale-ponte fra il Mondo Sotterraneo e quello umano …
Il cinghiale come guida del guerriero che si introduce nella foresta, simbolo del proprio intricato mondo interiore, per ottenere degli insegnamenti spirituali da una donna del Sidhe, è presente in numerosi racconti della mitologia celtica. Oltre alla storia di re Cormac, già citata, la tradizione irlandese ci tramanda quella di Diarmaid e del Cinghiale Verde di Ben Gulbain, di Finn Mc Cumhail e dell’inseguimento dei magici maiali rossi del dio Oengus Mc Og da parte dei suoi cani e dei suoi guerrieri. Nella mitologia gallese è narrata la caccia al cinghiale Twrch Trwyth da parte di Artù e dei suoi uomini, considerata un grande avvenimento, da un Iato come mezzo per ottenere la regalità rappresentata dal Cinghiale Bianco (in realtà sarebbe meglio dire Scrofa Bianca), simbolo della sovranità della Dea, dall’altro come tentativo di padroneggiare il potere spirituale, rappresentato dal cinghiale, da parte di quello temporale, simboleggiato da Artù, il cui nome trae radice dal termine celtico Arth, «orso».
… le associazioni militari, guerriere e aggressive: presso i Celti il cinghiale è anche simbolo della classe sacerdotale, forse per la sua qualità di vitalità proveniente dal lato spirituale di ogni piano di manifestazione, essendo lo Spirito un principio essenzialmente vitalizzante della materia, che altrimenti sarebbe inerte. Il cinghiale inoltre è, come il Druido, in stretto contatto con la foresta dove vaga solitario o in compagnia dei suoi simili senza paura.
Importante è rilevare che la costellazione oggi chiamata dell’ acquario un tempo era quella del Cinghiale, considerata sede dell’ energia mistica e dell’iniziazione, oggi della spiritualità nascente (o rinascente…). Il cinghiale rappresenta il Druido e, all’epoca in cui fu costruito il grande tumulo di Newgrange, il sole del solstizio d’inverno, il cui raggio mattutino illumina la camera sepolcrale, sorgeva nella costellazione del Cinghiale. Nel periodo celtico di La Tène il sole sorgeva nella costellazione del Cinghiale all’alba del 2 febbraio, giorno in cui si festeggiava Imbolc, cosicché il dio luminoso Lugh, rappresentato dal sole, si trovava accanto il proprio animale simbolico.

Francesco del Cossa, terzo decano Toro, dettaglio – Schifanoia

Questa rappresentazione simbolica, presente nel terzo decano Scorpione, dimostra come la descrizione iconografica di molti decani, qui a Schifanoia, esula dalle varie associazioni con le sfere astrologico-astronomiche di origine persiana, indiana o di ulteriore matrice.
Ciò che è importante capire è questo: i decani esprimono molteplici linguaggi, associati a percorsi di lettura esoterica, a volte inseriti in più percorsi di lettura incrociati e sovrapponibili.
Come evidenziato con il terzo decano Scorpione, la lettura dei simboli Serpente, Cervo e Cinghiale e la compatibilità di lettura con antiche tradizioni egizie, dimostra l’impiego, da parte della Regìa di Schifanoia, di un Asse mitologico Celtico-Egizio o Iperboreo-Egizio (25); in particolare, proprio con la connessione semestrale terzo decano Scorpione e terzo decano Toro, è rappresentata, in termini mitologico-simbolici, la complessa figura di Ecate, Dea associata al cane, al cavallo e al serpente, oltre alla freccia, esattamente come appare, in simboli, il terzo Decano del Toro.
Quindi interpretare il valore dell’ingresso del Sole Nero-Sole in Eclissi-Luna Nera nel Deserto della Dea Sokar, nel terzo Decano Scorpione, equivale ad analizzare il ruolo di Ecate in un contesto evolutivo esoterico-psicologico umano, tripartito. (26)

Francesco del Cossa, terzo decano Toro – Schifanoia

Nel terzo Decano del Toro la rappresentazione del serpente alato, qui in scala ridotta se confrontata con le dimensioni del cavallo e dell’uomo che regge il serpente, è esattamente la “forma fisica-morfologica” di Ecate, ovvero un Drago-Serpente dotato di ali, munito di tre coppie di occhi, con le infinite implicazioni simboliche a Lei attribuite in varie culture-tradizioni.
Ecate è un elemento chiave nella storia umana terrestre degli ultimi 6000 anni ed è anche un elemento chiave nella vicenda psicologico-militare dei personaggi che governano i quattro grandi pianeti invasori, Giove, Saturno, Urano, Nettuno.
Limitiamo, al momento, la nostra indagine riferita ad Ecate ed alle tradizioni Celtiche, che rimandano al simbolo del Triskele, in cui possiamo constatare l’evidenza del legame di questa simbologia allegorica con la tripartizione “orizzontale” del Ciclo di Affreschi di palazzo Schifanoia, in cui si sovrappone la rappresentazione della tripartizione dell’anno in quattro mesi, come abbiamo constatato con il percorso del Sole Nero-Luna Nera tra Acquario e le tre costellazioni della parete Ovest Capricorno, Sagittario, Scorpione, poi separazione da questo primo nucleo al secondo tramite la porta di ingresso su parete Nord, poi il secondo gruppo di quattro costellazioni integralmente rappresentate su parete Nord e infine, specularmente al primo gruppo, abbiamo le quattro costellazioni su parete Est e Sud di: Gemelli, Toro, Ariete e infine Pesci.
Il Triskele rappresenta il movimento ciclico di rotazione su se stesso e questa triade ciclica può interpretare simbolicamente vari concetti, affini alla natura psicologica umana, alle fasi lunari, alla gestione del ciclo vitale umano, ai tre Regni Sotterraneo, di Superficie e Astrale, sempre connessi alla natura psicologica umana.

 

 

Note:

(7) – Bibliografia essenziale:

• Ranieri Varese, “Atlante di Schifanoia” – Edizioni Panini 1989
• Marco Bertozzi, La tirannia degli astri, Gli affreschi astrologici di Palazzo Schifanoia – Ed. Sillabe 1999
• Nicola Iannelli, Simboli e Costellazioni. Il mistero di palazzo Schifanoia, Angelo Pontecorboli Editore 2012
• Lo Zodiaco del Principe – I decani di Schifanoia, di Maurizio Bonora – Maurizio Tosi Editore 1992
• http://www.engramma.it/eOS/index.php
• http://www.engramma.it/eOS/index.php?id_articolo=1339

(8) http://www.studiculturali.it/dizionario/lemmi/metastoria_b.html
https://www.riflessioni.it/dizionario_filosofico/ermeneutica.htm
https://library.weschool.com/definizione/ermeneutica.html
http://disf.org/ermeneutica

(9)

• C.I.S.S.T. Il Palazzo della Ragione a Padova – Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Libreria dello Stato 1992
• Daria Mueller, Il Salone … al volo – Editrice Il Torchio 2015
• Carlo Ludovico Ragghianti, Stefano da Ferrara – Editrice Critica d’Arte 1972
• Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, Il Secolo di Giotto nel Veneto, a cura di Giovanna
Valenzano e Federica Toniolo – 2007
• La Pittura nel Veneto, Il trecento – Electa

(10) https://www.studentville.it/studiare/assioma/

I 5 Assiomi della Comunicazione


http://www.sapere.it/enciclopedia/assiòma.html

(11) Carlo Ludovico Ragghianti – Stefano da Ferrara – Ed. Critica d’Arte 1972

pag.93 Il nuovo ciclo pittorico nel Palazzo della Ragione: Il 2 febbraio 1420 si produsse nel Salone padovano un incendio che in tre ore, come si ricava dall’epigrafe tuttora in situ e da un appunto rapido ma ornato del notaio Bartolomeo degli Statuti, rovinò l’edificio.
… è un fatto che il fuoco distrusse la copertura lignea, fuse il piombo che la rivestiva all’esterno e che colando devastò muri, intonaci e suppellettili, schiantò e contorse le catene di ferro. Gli affreschi giotteschi andarono perduti, restarono solo quelli nell’ordine inferiore.
Subito la Repubblica veneziana intervenne, e il 14 febbraio il doge Tomaso Mocenigo ordinò all’ingegnere navale Bartolomeo Rizzo (buona e sintomatica scelta per la copertura carenata) e al maestro architetto Penzino o Pecino da Bergamo di riedificare le mura e la volta lignea: lavoro compiuto, per quanto si ricava da uno scritto dell’umanista Sicco Polenton, nel 1425.
Nel suo “Comentariolus de laudibus Patavii” Michele Savonarola, scrivendo nel 1440 circa, ammira “l’immensa volta sostenuta da muraglie altissime, senza muri di divisione”, ed attesta compiuti i nuovi affreschi del ciclo astrologico. Si ha così un terminus ante quem che può risalire a qualche anno avanti la redazione dell’encomio del Savonarola.
… L’acuto e dotto abate Lanzi scrive: “Altro lavoro di quel secolo (cioè del XIV) è in quel Salone di Padova, che dicesi essere il maggiore che sia al mondo; … ed eseguite, dice la Notizia Morelli (cioè Marcantonio Michiel) su la fede del Campagnola, da un ferrarese in parte, e in parte da Gio. Miretto padovano.
… Marcantonio Michiel aveva in effetti trascritto l’attestato di una lettera perduta di Girolamo Campagnola a Leonico Tomeo, conosciuta anche dal Vasari, secondo cui “la Sala del Podestà fu dipinta, secondo il Campagnola, da Zuan Miretto Padoan parte, e parte da un Ferrarese”.

Si veda anche a pag. 67 “Il Maestro dei Battuti Neri di Ferrara”

(12) Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, Il Secolo di Giotto nel Veneto, a cura di G. Valenzano e F. Toniolo – 2007
pag.370, Anna Maria Spiazzi – Giusto dé Menabuoi a Padova: …La pittura di Giusto si manifesta in Padova, da subito, quale pittura colta e raffinata, filosoficamente permeata da istanze culturali forti, suggerite probabilmente dai docenti dello Studio patavino come pure dai padri agostiniani degli Eremitani. La presenza di Giotto a Padova con la decorazione della Cappella degli Scrovegni e del grande salone nel Palazzo della Ragione all’inizio del secolo, la cappella affrescata e il polittico dipinti da Pietro e Giuliano da Rimini per gli Eremitani, la chiesa e il convento, la lunga attività di Guariento quale pittore di corte nella Reggia Carrarese, nella chiesa di Sant’Agostino e nella chiesa degli Eremitani, sono testimonianze vivissime della temperie culturale di Padova nell’età carrarese.
Giusto si confronta con questi grandi maestri in un “neogiottismo” per il quale saldezza volumetrica e colore-luce danno luogo ad un modo nuovo di realizzare forme, di organizzarle-compositivamente.
… La sapienza compositiva, la qualità del colore, l’adesione al tema iconografico, così evidenti nella cappella Cortellieri, probabilmente indussero Fina Buzzacarini, moglie di Francesco il Vecchio da Carrara, a commissionare a Giusto la decorazione del battistero di Padova, destinato a diventare il tempio-mausoleo dei Carraresi …
L’Annunciazione è una delle realizzazioni più straordinarie della pittura italiana, resa celebre dalla interpretazione di Roberto Longhi: “… si domanda quale altra Annunciazione, in tutto il Trecento italiano, possa reggere il confronto con questa. … Le ideazioni di Giusto sono così sorprendenti da risultare tra i brani più belli della pittura italiana.

(13) https://www.pianetablunews.it/2019/05/12/zeus-e-gesu-cristo-la-loro-connessione-scioccante/
http://www.cattoliciromani.com/40-ecumenismo-e-dialogo/61548-somiglianze-tra-zeus-e-deus-iove-e-jahweh

(14) http://www.scienzaericerca.cloud/ricerca/formaz_fascia_asteroidi
https://ilnavigatorecurioso.myblog.it/2012/07/18/nel-sistema-solare-esisteva-un-pianeta-in-piu-poi-
espulso-un/
https://www.segnidalcielo.it/lasteroide-16-psyche-potrebbe-essere-il-nucleo-del-pianeta-tiamat-la-nasa-inviera-una-
sonda-spaziale-per-studiarlo/
https://silvanodonofrio.wordpress.com/2014/03/14/la-fascia-principale-degli-asteroidi-parte-terza-la-ricostruzione-dei-
fatti/
https://www.universo7p.it/tiamat-e-il-pianeta-dei-nefilim/nibiru/

(15) https://it.wikipedia.org/wiki/Cosmologia_del_plasma
https://www.nexusedizioni.it/it/CT/universo-elettrico-e-cosmologia-al-plasma-5390

Welcome


http://www.holoscience.com/wp/
https://www.ifp.cnr.it/cose-il-plasma
http://www.sapere.it/enciclopedia/plasma+%28fisica%29.html
https://www.scientificamerican.com/article/magnetic-wormhole-created-in-lab/

(16) http://www.cartesio-episteme.net/episteme/epi4/ep4sped2.htm
http://www.giovannidallorto.com/LO/storia/velikovsky/ilsegreto.html
Libri di I.Velikovskij in lingua italiana:
• Mondi in collisione, traduzione di Armando Silvestri, Luigi Cozzi e Sebastiano Fusco, Mondo Ignoto, 2003. ISBN 8889084014
• Mondi in collisione 2: le ferite della terra. Le prove scientifiche delle grandi catastrofi che hanno posto fine alle antiche civiltà, Mondo Ignoto, 2004. ISBN 8889084359
• Le grandi catastrofi della Grecia antica, Mondo Ignoto, 2006. ISBN 8889084839
• Il segreto delle civiltà perdute. Dalla Torre di Babele al diluvio, dal Pianeta X ai Mondi in collisione, da Sodoma e Gomorra al popolo dei giganti, Profondo rosso, Roma 2009, ISBN 9788895294322

(17) Bruno Zevi, Biagio Rossetti Architetto ferrarese – Einaudi 1960.
Palazzo Schifanoia Pagg.57 … 61, 75 … 85

(18) Marco Bertozzi, La tirannia degli astri, Gli affreschi astrologici di Palazzo Schifanoia, pag.10: … E’ stato spesso notato con stupore che a Palazzo Schifanoia i mesi sono disposti da destra verso sinistra, mentre i decani sono ordinati da sinistra a destra. Questa circostanza costituisce un’incoerenza strana e urtante …

(19) Nicola Iannelli, Simboli e Costellazioni. Il mistero di palazzo Schifanoia, Angelo Pontecorboli Editore, pag.105: Anche nel decano a sinistra (il primo del Cancro) tornano alcuni elementi mitologici già visti, nei Sileni-Satiri cari a Dioniso. Si tratta di un giovane seminudo vestito di rami e fronde, che tiene in mano un oggetto, forse una syrinx o una falce oggi peraltro non più riconoscibile a causa del degrado subito dall’affresco.
E’ identificabile con la figura di Pan, il Satiro che suona il flauto ed è ornato di rami, fronde e frutta, come attestano le fonti scritte e la configurazione astronomica del cielo.

(20) Lo Zodiaco del Principe – I decani di Schifanoia, di Maurizio Bonora – Maurizio Tosi Editore 1992

(21) Lo Zodiaco del Principe – I decani di Schifanoia, di Maurizio Bonora – Maurizio Tosi Editore 1992, pag.37 – Lo Zodiaco del Principe: Diario di lavoro – caratteristiche dei soli.

(22) A.Fornari, M.Tosi – Nella sede della Verità – Franco Maria Ricci Editore, Collana Quadreria 1987
pag.49: Il libro dell’Amduat

(23) Vedi anche Kenneth Grant, Aleister Crowley e il Dio Occulto, Astrolabio Ed., 2002 – pag.55: … La componente lunare è rappresentata dall’occhio di Iside e la sua Stella è Sirio, la Stella-Cane (Set). L’Ordine della Stella d’Argento è quindi l’Ordine dell’Occhio di Set, “il Figlio dietro il Sole”, rappresentato astronomicamente dalla Stella di Iside, che è Sothis (Sirio). … La stella d’Argento è Sirio …

(24) Robert Temple. Il mistero di Sirio. 1°ediz. Piemme, 1998
• https://www.nibiru2012.it/il-mistero-di-sirio-di-robert-temple/
• http://www.antikitera.net/news.asp?ID=9405&TAG=Mistero&page=9
• https://www.viaggionelmistero.it/confini-conoscenza/antiche-civilta/il-misterioso-legame-tra-
i-dogon-e-la-stella-sirio
• http://www.inspiegabile.com/misteri-antichi/paleoastronautica-dogon-sirio-b.html
• http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/esoterismo-e-focus/non-e-terrestre-e-astronomia/2758-sirio-e-mitologia-dogon

(25) https://laboratoriocasadellavita.it/2018/08/05/lasse-mitologico-tra-egitto-e-nord-iperboreo/
https://laboratoriocasadellavita.it/2018/08/11/le-leggende-degli-scoti-provenienti-dallegitto/

(26) Il riferimento alla cultura Celtica sposta la nostra attenzione dalla tradizione teologica egizia, riferita al
Sole Nero, alla tradizione druidica, che vuole appunto il Sole Nero equivalente al Sole dell’Eclissi.
• Miranda Green. Dizionario di mitologia celtica
• Sabine Heinz. I simboli dei Celti
• Corinne Morel. Dizionario dei simboli, dei miti e delle credenze. Ed. Giunti
• Riccardo Taraglio. Il Vischio e la quercia. Ed. Età dell’Acquario
• John Mtthews. Sciamanesimo celtico. Ed. Età dell’Acquario
• Brian Bates. La sapienza di Avalon, alle fonti del pensiero celtico. Ed. Rizzoli